Sono giorni di “attesa” per i fedeli della Parrocchia “ S. Maria Assunta” di Casenove, frazione di Decollatura, in merito alla decisione di trasferire il Parroco Don Pasquale Di Cello, presso un’altra Parrocchia del lamentino.I giovani della comunità decollaturese si sono mobilitati scrivendo una lettera aperta recapitata a Mons. Luigi Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme, allo scopo di far capire le proprie motivazioni e soprattutto esprimere la forte delusione nel “perdere” una persona speciale come Don Pasquale Di Cello «in una società in cui i giovani sono attratti da “falsi” idoli -si legge nella lettera- a Decollatura molti giovani sono attratti dalle fede in Dio e dalla voglia di aiutare il prossimo.
Fu proprio Don Pasquale a far si che numerosi giovani si riappropriassero dei principi fondamentali della fede cristiana e non capiamo, come mai adesso si debba metter fine ad un percorso formativo del genere, voluto fortemente da Lui».
I giovani proseguono spiegando che «Don Pasquale è uno di noi, un ragazzo come noi che crede in ciò che fa, che opera per mettere in pratica i principi della carità cristiana e per confrontarsi con una società che spesso indirizza il futuro dei ragazzi verso “mete sbagliate”. In questi quattro anni ha creato un bel gruppo di chierichetti, rendendo più divertente e coinvolgente il Catechismo, ha riaperto con successo l’Oratorio(ormai scomparso da anni), ha usato tanta strategia per far avvicinare i moltissimi giovani alla fede, ha partecipato insieme a noi al campeggio, rendendosi partecipe e facendoci capire in vero significato dello stare insieme e del vivere l’uno per l’altro.
«Don Pasquale -proseguono- è stato colui che ha portato a far conoscere alla comunità la figura di “San Francesco di Paola”, riuscendo a costruire in Parrocchia un piccolo gruppo di “Terziari”; con la sua capacità e la sua voglia di fare è riuscito ad ottenere dei finanziamenti per acquistare e restaurare un edificio attiguo alla Chiesa, per poterlo utilizzare nelle attività pastorali, ma addirittura per metterlo a disposizione della comunità cristiana».
Infine spiegano i fedeli «Abbiamo recapitato alla Cortese attenzione del Vescovo due lettere, una del Consiglio Pastorale e l’altra di significativa importanza dei Chierichetti e dei ragazzi del Catechismo, ancora ad oggi nessuna risposta».
«Ci chiediamo: che senso ha lavorare per ciò che si crede, se tanto ci sarà sempre qualcuno che t’impedirà di realizzare i tuoi sogni?». Il modo migliore per gestire la propria vita è quello di toccare la vita degli altri con amore e con un sorriso, per questo non si accetta in contrapposizione un silenzio prolungato e “arido” da chi dovrebbe conoscere il significato del Dono e dell’Amore per il prossimo.









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Commenti
Don Pasquale merita il nostro aiuto, con tutti i mezzi perchè non vuole lasciare Decollatura, qui ha lavorato, ha fatto sacrifici ed ha ripristinato con giudizio la nostra parrocchia, ha una parola buona per tutti noi!!!
Maria Teresa
(mamma di Martina)
ps: non voglio più sentire parlare di religione o cose simili non perchè non credo in Nostro Signore Gesù Cristo, ma non credo e non ho stima nelle persone che come il Vescovo dovrebbero professare amore e pace ed invece curano solo i loro interessi e fanno soffrire una comunità intera...
Che c'è sotto,???
Almeno una spiegazione hai decollaturesi si deve e se no lasciate li sto prete.
Vi saluto Caro Vescovo e pensateci bene... pensate a quelle persone che ancora credono in qualcuno.
ciao vale
E' questo il vero problema, saremo nuovamente senza Pastore.
Io esprimo vivamente il mio NO AI CATECUMENI tanto sorretti e "sponsorizzati" dal nostro Vescovo!
Invito vivamente a leggere i "regolamenti" dell'ordine catecumenale, cioè l'ordine al quale appartengono le suore che verranno nella nostra parrocchia, in modo tale che ognuno possa farsi una propria idea, ma io dico NO non condivido proprio niente. Rosa P.
E va bè che devono obbedire al vescovo però a sto punto significa proprio approfittare della bontà e dell'umiltà delle persone...
Purtroppo i buoni vengono allontanati e i cattivi vengono avvicinati....
Del resto ho sempre pensato che la nostra parrocchia, nell'immaginario collettivo, fosse considerata di serie B circondata da tante di serie A.
E' evidente che per il "caro Vescovo" non vale la regola per la quale "siamo tutti uguali agli occhi di DIO"...
Forse sbagliamo lingua ed il Vescovo non capisce il Decollaturese, dobbiamo pregare in Latino.
Spero ancora che venga effettuata la revoca e che le nostre parole vengano ascoltate...
Francesco Perri
Perchè non è stato spostato Don Antonio Brando??? Vi siete chiesti quante Parrocchie ci sono a Soveria Mannelli e quanti preti ci sono???
A Decollatura abbiamo 4 Parrocchie, 4 preti e 200 persone che in tutto il Paese frequentano la messa.
Se i giovani volessero davvero far qualcosa lo farebbero indipendentemente,seguendo i catechisti e i parroci che fino ad ora ci sono stati!!! Giovani non rifugiatevi dietro alle spalle di un prete giovane... chi ha voglia di fare continui nel suo operato... e chi lo dice poi che il futuro non possa addirittura essere migliore???
Non sto denigrando il lavoro di Don PAsquale, ma se si è verificata questa cisrcostanza probabilmente è perchè c'è una necessità.
Visto che ne sai molte di cose, sai per caso quale era la situazione qui alla Parrocchia di Casenove prima che arrivasse Don Pasquale?? la Chiesa era frequentata da poche persone e quasi solo per interesse o per mettersi in mostra... Ora invece sono state fatte molte cose e molte opere sono in corso e di sicuro verranno fermate da chi succederà a Don Pasquale, per come è già successo quando Morì Don Guglielmo...
Mi fermo qua, perché di sicuro tu puoi avere le tue ragioni per aver detto quello che hai detto, ma vallo a spiegare ai suoi bambini che se ne deve andare perché in un altra parrocchia hanno più bisogno di loro ad avere un Prete come Don Pasquale...
Riguardo a Soveria anche trasferendo i parroci c'è sempre stato il sostituto, vedi Don Ciccio con Don Natale, Don Natale con Don Isidoro, Don Isidoro con Don Antonio... non si è mai lasciata la Chiesa senza prete, perché a Casenove invece si vuole togliere definitivamente Don Pasquale senza un sostituto? Perché non si finisce per sempre questo via vai di preti un giorno uno un giorno un altro... Io la vedo come un tradimento per tutti i fedeli che credono in lui senza se e senza ma.
Che si scelga una volta per tutte un Parroco definitivo per Casenove e basta.
Quindi, visto che c'è, lasciateci Don Pasquale Di Cello.
Grazie
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Pertanto a dimostrazione della nostra buona fede se vuole riscriverlo saremo ben lieti di pubblicarlo.
Sto leggendo, un po’ di qua e un po’ di là, i vari commenti.
Desidererei esprimere anche qualche mia riflessione riguardo alla discussione in atto.
PRIMO
Sarebbe opportuno che chi scrive di presentasse. L’anonimato, essendo sinonimo di oscurità ed oblio, potrebbe essere segno di vigliaccheria (sinonimo di paura).
È facile “muoversi” nel buio… tanto nessuno mi vede!
SECONDO
Leggo: “I giovani - proseguono spiegando - che ‘Don Pasquale è uno di noi, un ragazzo come noi…’.
Queste parole sono belle e denotano grande affetto verso don Pasquale.
Sicuramente ogni parroco è “uno di noi” (anche per questo è mandato), ma non può essere “uno come noi”.
Il parroco, prima di essere tale, è sacerdote. Il sacerdote è tale perché LIBERO da schemi, luoghi, campanili… e addirittura (capisco che è difficile) anche da amicizie e legami affettivi.
Ecco perché, penso, che in questo momento don Pasquale debba essere sostenuto seriamente.
Lui, che ora, deve RI-scegliere, nell’obbedienza, la LIBERTA’, ha bisogno di amici cristiani, non tanto di amici arrabbiati, vendicativi o minacciosi.
Io direi così: Tengo all’amicizia di don Pasquale e ci sto male se lui si allontana da me, ma se è chiamato a dare testimonianza a Gesù Cristo in altre terre, anche lontanissime da me, io ne sono felice, perché testimonia a me a alla comunità la grande LIBERTA’ dalle cose e dai luoghi che, al contrario, tante persone (genitori, figli, politici, medici, professionisti, ecc.) assolutamente non hanno.
TERZO
Leggo: “In questi quattro anni (don Pasquale) ha creato un bel gruppo di chierichetti; ha reso più divertente e coinvolgente il Catechismo; ha riaperto l’Oratorio; ha avvicinato moltissimi giovani alla fede; ha partecipato insieme a noi al campeggio…, facendoci capire in vero significato dello stare insieme e del vivere l’uno per l’altro”.
Perché il parroco “semina”? Non certo per se stesso. Lui sa benissimo che ciò che costruisce deve lasciarlo (proprio per quella libertà di cui parlavo prima). Lui “semina” con una sola speranza: lasciare il “campo” nelle mani di quei ragazzi, di quei giovani e di quegli adulti, perché, ormai “maturi nella fede”, continuino a “coltivarlo” e a farlo “fruttificare”.
Ma la triste reazione che leggo: “Non voglio più sentire parlare di religione o cose simili…” è il colpo mortale inflitto al parroco uscente, perché potrebbe domandarsi: “Allora che cosa ho costruito?”.
QUARTO
Leggo: “Credo in Nostro Signore Gesù Cristo, ma non credo e non ho stima nelle persone che come il Vescovo dovrebbero professare amore e pace ed invece curano solo i loro interessi e fanno soffrire una comunità intera”.
Penso che un cristiano (appartenente a Cristo, appunto) debba denunciare non solo il “tradimento della stima” da parte del vescovo, ma anche di ogni uomo e di ogni donna battezzati, che con il proprio modo di vivere operano il medesimo scandalo.
Credo sia necessario gridare contro tutte le persone “che dovrebbero professare amore e pace ed invece curano solo i loro interessi e fanno soffrire una comunità intera”.
Qui mi si potrebbe obiettare: ma questo che c’entra? Queste sono altre cose?
No, è tutto dentro la logica del Vangelo. Se in due situazioni c’è male; se due persone operano il male… non si può condannare uno e sorvolare sull’altro; non si può accusare uno ed assolvere un altro usando il metro di misura (giudizi e pregiudizi) che mi fa più comodo.
È la Verità che deve trionfare.
QUINTO
Leggo: “dovrebbe venire il Vescovo e vedere mia figlia e tutti i bambini piangere…”.
“a dare la spiegazione di questo allontanamento ai bambini che dal giorno che hanno saputo che Don Pasquale deve andare via appena lo sentono nominare si mettono a piangere...”.
Io inviterei i così tanti fedeli (più di 750) ad organizzare una veglia di preghiera e chiederei al Vescovo di presenziarla.
Direi al vescovo: “Padre, aiutaci a pregare affinché, insieme, tu i sacerdoti e noi laici, rendiamo viva la nostra chiesa parrocchiale”.
Chiederei a questi fedeli di incontrare (con il Vangelo in mano) i bambini e annunciare loro come la “pensa” Gesù Cristo (perché sennò si è FEDELI a cosa?, a chi?. Alla Chiesa non servono FEDELI “cchiesulari” o “processionali” o “bigotti”, alla Chiesa necessitano FEDELI a Cristo).
Così facendo i nostri figli saranno educati dal nostro esempio cristiano. Apprenderanno “sul campo” come papà e mamma, da cristiani, riescono a gestire i momenti di crisi, di delusione e di rabbia.
SESTO
Leggo: “Io esprimo vivamente il mio NO AI CATECUMENI… cioè l'ordine al quale appartengono le suore che verranno nella nostra parrocchia…”.
La fede in Gesù Cristo è una proposta. In parrocchia, credo, c’è un ventaglio di proposte. Ciascuno aderisce al cammino che crede, per lui, occasione di crescita per poter dare il meglio di sé. E laddove esiste solo il nulla, i cristiani si impegnano a creare ed offrire proposte.
Credo sia ingiusto fare di tutte le erbe un fascio e di tutte le persone una “erbaccia maligna da estinguere”.
Riguardo all’ordine religioso sarebbe bene che chi scrive, faccia conoscere il preciso carisma e l’esatta denominazione dell’ordine (forse mi sbaglio, ma i Catecumeni non sono un ordine religioso).
SETTIMO
Leggo ciò che scrive Laura:
(pubblicato domenica 15 novembre 2009, 12:53)
“Beh, don Antonio Brando non è stato mandato via da Soveria semplicemente perché sa come entrare IPOCRITAMENTE nelle "grazie" di mons. Cantafora, al quale evidentemente importa ben poco delle necessità della diocesi e delle varie parrocchie!!!... c’è bisogno di guide spirituali in grado di accogliere e amare i propri fedeli. Purtroppo, lo stesso non può certo dirsi di Don Brando!”:
Apprezzo il tuo coraggio e la tua chiarezza (tua e di quanti pensano e scrivono come te).
Ora, SPERO ed ATTENDO che tu, con il medesimo coraggio e l’eguale forza, riscrivi lo stesso messaggio in questi termini:
1. visto e considerato che il “don” non si da solo ai preti, sai bene quanti nomi e cognomi sono preceduti dal “don”; SPERO e ATTENDO che tu sostituisca il nome “Antonio” e il cognome “Brando” con quello di qualche politico o medico, di qualche impiegato o professore, di qualche studente o operaio… che godono e scialacquano dentro le “grazie” di tanti “eccellenza” (sai bene che l’”eccellenza” non è dato solo ai vescovi).
2. dunque SPERO e ATTENDO che tu sostituisca il nome “Cantafora” con quello di qualche politico o medico, di qualche impiegato o professore, di qualche studente o operaio… che offrono a caro prezzo le loro “grazie”.
Questo nostro povero mondo ha bisogno di gente, come te, capace di denunciare il male… anche a costo della propria vita.
Io sono vigliacco: non ho il tuo stesso coraggio; non ne sono capace.
Dunque SPERO e ATTENDO che tu denunci il comportamento di quei “potenti” e “prepotenti” di cui è piena questa nostra misera società…
…ma se, per remota ipotesi, dovessi scegliere di non pubblicare i nomi e i cognomi di questi “grazianti e graziati”, allora, credo giusto (è solo il mio insignificante pensiero), che tu provveda a cancellare il messaggio pubblicato e lo sostituisca con un altro contenente le tue scuse.
OTTAVO
Vedete. Prendersela con un prete, con un vescovo o con un papa è facile, perché si è quasi sicuri che questi non sporgeranno querela.
Immaginate cosa potrebbe accadere se un uomo di Chiesa dovesse querelare un “fedele”?
Quindi penso sia più facile e tranquillo dire peste e corna di chi (per amore) non mi querela.
Ma questo, nella Verità e per la Verità, è giusto?
NONO
Inviterei a rileggere e riflettere quanto a pubblicato Mary (giovedì 12 novembre 2009, 18:26).
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Don Pasquale è un mio grande Amico. Ci conosciamo da tantissimo tempo. Con lui abbiamo condiviso tanto, solo ed esclusivamente, per la realizzazione del Regno di Dio a servizio del Vangelo.
Approfitto di questo spazio per ringraziare pubblicamente don Pasquale per il bene che ha seminato e per quello che spargerà.
Caro don, ti auguro ogni bene in Gesù e, ringraziandoti di tutto, ti chiedo di portare tutti nelle tue preghiere.
sei un tipo veramente in gamba... COMPLIMENTI e GRAZIE DI ESISTERE
Grazie per come l’hai fatto, hai preso sul serio ogni intervento rispondendo a tutti!
Ne stiamo sentendo tante, in alcuni casi abbiamo proprio esagerato! Ci siamo fatti prendere dalla rabbia, dal dispiacere, dal fatto che (adesso) non capiamo il perché… ognuno poi reagisce con la passione e il carattere che ha.
Non credo che quello che ha scritto Giovanni possa pensarlo solo chi non sia toccato in prima persona. L’ha detto lui stesso che Don Pasquale è un suo grande amico. Tanta altra gente la pensa come lui, e non certo perché non gli vuole bene o non è dispiaciuta perché sta andando via da Decollatura! Magari non ha avuto la possibilità o il coraggio di dirlo sui giornali o sui blog, o semplicemente lo sta dicendo senza clamore alle persone con cui è in contatto.
Ringrazio Don Pasquale per averci portato la presenza del Signore in questi anni, con la sua umanità, di aver portato avanti quello che è stato seminato da Don Guglielmo, da Don Bartolo (per fare solo alcuni nomi)… sta a noi adesso continuare a coltivare quello che lui stesso ha seminato. Sono sicura che in questo modo gli staremo vicini più di quanto possiamo esserlo fisicamente.
E continueremo a farlo come meglio possiamo, anche sbagliando, perché non siamo perfetti, con l’aiuto di qualche altro testimone che il Signore non ci farà mancare.
La Chiesa è madre, non è una matrigna cattiva, se ci toglie qualcosa è perché vuole farci crescere e darci di più. Ne sono sicura. Chi di voi ha la fortuna di essere genitore penso che possa capire meglio cosa ci può essere dietro a quello che a prima vista può sembrare “solo un ordine”. Questo vale per noi, vale per Don Pasquale che davanti a questa richiesta ha rinnovato il suo SI, quel SI con cui anni fa ha dato la sua vita, la sua giovinezza alla Chiesa. L’ha detto proprio la scorsa domenica nell’omelia: “ha obbedito alla Chiesa che ama e che amerà sempre”. Non penso che Don Pasquale abbia piacere di sentir parlare dell’amata Chiesa, e del Vescovo che la rappresenta, con i toni che abbiamo usato.
Questa, come tante altre in cui possiamo trovarci, è una situazione difficile, una prova… non dobbiamo perdere la SPERANZA cioè la certezza nel futuro che qualsiasi cosa accada il Signore non ci abbandona e che ci aspetta qualcosa che supera in bene ogni nostro desiderio.
Sempre per citare le parole di Don Pasquale all’omelia: “I preti vanno e vengono, il Signore RESTA” e se ci ha voluto a questo mondo, non è certo solo per farci soffrire. Anche il dolore (che il Signore non ha risparmiato neanche a suo Figlio) ha un misterioso senso …abbiamo una vita per capirlo.
Aiutiamoci tra di noi e aiutiamo Don Pasquale a continuare serenamente il suo percorso di Pellegrino e di Testimone, con la preghiera e chiedendoci: in questa situazione Che cosa vuole Gesù da Don Pasquale? e Che cosa vuole da noi?
Come ancora ha detto Giovanni,“i nostri figli saranno educati dal nostro esempio cristiano. Apprenderanno “sul campo” come papà e mamma, da cristiani, riescono a gestire i momenti di crisi, di delusione e di rabbia.”
Ci vediamo stasera a Messa a Casenove alle 18.00 per salutare Don Pasquale. Per chi vuole domani ci stiamo organizzando per accompagnarlo a Miglierina (la messa è alle 17.00).
… e poi, nell’ordinario, continuiamo a dedicare il nostro tempo, i nostri talenti, come meglio possiamo a testimoniare la Presenza di Colui che ci regala ogni istante della nostra vita
P.S. Si accettano iscrizioni per torneo Chierichetti Miglierina Vs Chierichetti Decollatura.
Don Pasquale Arbitro in campo!! Ci state?
Rachele
Condivido in pieno tutto ciò che hai scritto e ti ammiro perché hai condiviso in tutto e per tutto il discorso di Giovanni in quanto giustamente bisogna distinguere la Fede dall'amicizia.
Don Pasquale rimarrà per sempre nel tuo cuore e di tutti quelli che l'hanno conosciuto in questi anni vissuti a Casenove, ma quella di don Pasquale, come quella di tutti i religiosi, è una missione da compiere nel nome del Signore ed essere missionari non significa stabilirsi definitivamente in un Paese, ma portare la Fede dove viene chiamato dal Signore e soprattutto voi che avete avuto modo di conoscerlo bene dovete aiutarlo in questa sua nuova missione e mi fa piacere leggere che domani organizzate un pulman per venire qui a Miglierina ed insieme a lui sarete i benvenuti nel nostro paese e nella nostra chiesa dove don Pasquale celebrerà la sua prima messa.
Purtroppo per quanto riguarda il torneo fra chierichetti, mi sa che si dovrà aspettare un pò in quanto qui, tutto ciò che di buono era stato costruito in anni passati e stato dissolto nel giro di pochissimi anni e quindi non esistono nè chierichetti, nè scout, nè gruppo giovani, insomma niente di niente, tranne una corale (della quale faccio parte), che nonostante mille difficoltà è riuscita ad andare avanti anche nel corso di questi ultimi anni.
Il lavoro quindi che spetta sin da domani a don Pasquale si presenta aspro e tortuoso, dovrà iniziare da zero e forse anche per questo il Vescovo ha voluto mandare qui a Miglierina un sacerdote valido perché conosce benissimo la situazione in cui ci troviamo e comunque auspico che si possa creare una specie di gemellaggio fra le due parrocchie ed organizzare non solamente il torneo fra chierichetti ma anche incontri fra giovani, fra i cori e perché no, anche fra gli anziani.
Colgo l'occasione per augurare a don Pasquale una buona missione qui a Miglierina e gli dò sin d'ora il mio personale benvenuto.
Grazie
Verrà un nuovo parroco o ci sarà un via vai di preti come è già successo in precedenza? Perché se sarà così vedremo di nuovo il declino come successo in altre parrocchie del lametino della chiesa di Casenove e quindi l'ottimo lavoro di don Pasquale sarà vanificato da questa decisione.
Mi auguro di no ma, non è che si scambieranno i ruoli le due parrocchie?
Allora chi se la sente di rispondere?
per come ha scritto il Sig. Michele, anche qui da noi si potrebbe creare la situazione che si è venuta a creare a Miglierina, cioè che tutti i sacrifici fatti da Don Pasquale vengano vanificati se non verrà mandato un Parroco valido come Don Pasquale, spero che almeno in questo il Vescovo si dia da fare e stia un pò dalla parte dei parrocchiani di Casenove...
ps: Grazie al sig. Michele perché sembra che abbia dato le motivazioni del trasferimento di Don Pasquale, cosa che forse, visto l'affetto che la popolazione ha per il nostro Parroco Don Pasquale, doveva dare il Vescovo o chi per lui...
Ringrazio Rachele per tutto ciò che ha scritto e rivisitando una sua affermazione, desidero trasformarla in augurio:
“Aiutiamoci tra di noi e aiutiamo chi sarà mandato a servire il popolo di Dio che è in Casenove, a continuare serenamente, con la preghiera e l’impegno personale, il suo e nostro percorso di Pellegrini e di Testimoni… chiedendoci: che cosa vuole Gesù da Don (…)? e che cosa vuole da noi?
Grazie, Rachele. Auguri a te e alla tua Comunità!
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Ringrazio Michele. Dal suo dire (come da quello di Rachele) oltre ad emergere una fede matura ed equilibrata, viene fuori la chiara disponibilità a dire, a livello personale: “io ci sono”; “conta pure su di me”; “desidero collaborare”.
Michele dice: “Il lavoro quindi che spetta sin da domani a don Pasquale si presenta aspro e tortuoso…”.
Sì, il lavoro che spetta sin da domani a don (…) e a ciascun cristiano, si presenta, sempre ed ovunque, aspro e tortuoso, ma “io ci sarò”; “contate pure su di me”; “desidero collaborare”.
Grazie, Michele. Auguri a te e alla tua Comunità!
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È così, e solo così, che il Regno di Dio potrà essere costruito e reso visibile al mondo.
Fuori da questa logica resta solo bla, bla, bla; parole, parole, parole…
E qui mi ricollego a quanto ha scritto Carrie (???).
Carrie, hai perfettamente ragione!
“quante parole!!!!!! è facile dirle quando non si è "toccati" in prima persona”.
Verissimo!
“quante parole!!!!!!... quando non si è "toccati" in prima persona”.
- dal suicidio di un giovane!
- dalla violenza su un bambino o una donna!
- dalla morte di un drogato!
- dal diniego dei diritti di un malato, di un anziano e di un diversamente abile;
- dalla disperazione di chi non ha lavoro;
- dal dolore di una famiglia disgregata dal divorzio;
- dalla disperazione di un aborto;
- dal pettegolezzo dilagante e devastante;
- dalla solitudine e dai momenti di buio di un parroco.
Da cristiani, in queste “cosette da niente”
- non “si è "toccati" in prima persona”;
- non si “ha il cuore in pena”;
- non si “sente un nodo in gola”;
- non si apre un dialogo su un blog;
- si tace nei confronti di chi dispensa “morte”.
Bla, bla, bla; parole, parole, parole…
“…quando non si è "toccati" in prima persona”…
Eppure si continua ad andare a Messa, a chiedere i Sacramenti alla Chiesa per se stessi e per i propri figli, a partecipare alle processioni, alle novene, ai tridui, alle benedizioni, agli incontri…
…si continua a giocare con il “pupazzetto usa e getta” di nome Gesù Cristo come se nulla fosse…
…e tutto scivola via, come acqua sul marmo!
-------------------------
Poi, un bel giorno, arriva la notizia del trasferimento del parroco, e allora sì che
- “si è "toccati" in prima persona”;
- si “ha il cuore in pena”;
- si “sente un nodo in gola”;
- si apre un dialogo su un blog;
- si dice peste e corna agli “addetti ai lavori”.
Mi chiedo:
- ma quando mi farò “toccare” in prima persona da Dio?
- ma quando mi succederà di avere il “cuore in pena” e un “nodo in gola” al solo pensiero di non aver preso sul serio il Vangelo?
Siamo tutti, compreso te, Carrie, “tipi veramente in gamba...”.
Sono certo che Gesù Cristo, vedendoci agire, dice a ciascuno di noi: “COMPLIMENTI e GRAZIE DI ESISTERE”!
Grazie, Carrie. Auguri a te e alla tua Comunità!
Cosa fa il gregge senza pastore?
Spero mi/ci illuminerai
Perché questa domanda se la fanno tutti, la cosa giusta era quella di sostituire il Parroco non di lasciare una parrocchia con preti precari che per carità vengono con mille sacrifici a coprire il posto di Don Pasquale ma che io non ritengo giusto (e non giustificare come al solito ad un disegno di Dio perché questa giustificazione fa acqua da tutte le parti).
Sappi che il mio commento è senza malizia alcuna ma il mio modo di vedere la cosa, forse non sono un buon cristiano ma sono fatto così con i miei limiti, le mie incertezze e le mie convinzioni.
nb. Comunque bisogna dire che, e lo si vede dai commenti condivisibili o no, dell'ottimo lavoro svolto da un umile prete come don Pasquale che ringrazio di cuore "continua così Don".
Mi permetto solo di dire una cosa e cioè non fate in modo che vada tutto a rotoli perchè altrimenti tutto ciò che don Pasquale è riuscito a darvi e a costruire in questi anni andrà vanificato.
Noi siamo stati per 9 anni senza una guida spirituale ma abbiam tenuto duro ed esorto anche voi a farlo.
Domenica ho conosciuto Rachele, Lucia Eugenio e altri dei quali non ricordo il nome, tutte persone rispettabilissime e con la voglia di continuare per la strada intrapresa con don Pasquale, seguite loro e nulla andrà a rotoli.
Si sentiva la mancanza di quei bambini che ogni domenica accoglievano il Signore con una gran gioia nel cuore...
È un nostro sacerdote diocesano, missionario Comboniano, che opera da moltissimi anni in Africa.
In un incontro, avuto un po’ di anni fa, mi diceva che era responsabile, insieme ad altri 3 suoi confratelli (tra cui uno anziano) di circa 30 parrocchie.
Tre passaggi mi sono rimasti impressi nella mente:
PRIMO
Potendo contare solo su tre sacerdoti (lui compreso), andavano in queste parrocchie a celebrare la Messa con cadenza mensile o bimestrale.
SECONDO
Quando i fedeli (uomini, donne, bambini e anziani) sapevano che quel giorno il “parroco” celebrava Messa, percorrevano anche dieci/quindici chilometri a piedi, pur di partecipare a quella Messa.
TERZO
La catechesi ai ragazzi, in preparazione ai sacramenti; l’annuncio feriale e festivo della Parola di Dio; la distribuzione dell’Eucaristia alla comunità e agli ammalati; i vari incontri con i giovani e le famiglie; ecc. ecc., era tutto garantito dal lavoro dai laici impegnati che lui chiamava “catechisti”.
Se non proprio a questa identica situazione, anche noi, credo, ci dovremmo abituare alla medesima “libertà da schemi” culturalmente radicati nei nostri modi di concepire i fatti.
Dovremmo incominciare a comprendere che anche il nostro futuro vedrà (gloria a Dio!, finalmente), dopo l’“abbattimento dei campanili” e tramite l’impegno serio dei laici, una CHIESA COMUNITÀ a prescindere dai confini geografici comunali.
Questa sarà la grande sfida, secondo il mio modesto parere, a cui saranno chiamati i vescovi e i sacerdoti. A loro, forse, domani sarà chiesto qualcosa a cui oggi non sono abituati.
Vedi, la conversione e continua e a 360 gradi.
Così penso, riguardo alla tua domanda: “…non è che si scambieranno i ruoli le due parrocchie?” (Domenica 22 Novembre 2009, 12:00).
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Stavo scrivendo, quando leggo il commento di questa una ragazza di Decollatura, una componente il gruppo giovani di Casenove (che saluto cordialmente). Lei dice: “i miglierinesi....ke ci dovranno sopportare per un bel pò nella loro parrocchia....!”.
Bello. Con il permesso di questa ragazza, mi permetto solo di cambiare il termine “sopportare” con quello “SUPPORTARE”. Questo sì che sarebbe un vero miracolo!
Sarebbe necessario ed urgente che tutti: vescovo, sacerdoti e laici lavorassimo con più fervore, affinché Dio potesse operare tale meraviglia!
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Caro Antonio,
riporto integralmente la tua replica di Martedì 24 Novembre 2009, 09:43, senza l’assurda pretesa di voler “illuminare” né te, né nessuno. Solo Gesù Cristo è Luce da Luce!
Tu dici:
“Cosa fa il gregge senza pastore? Perché questa domanda se la fanno tutti, la cosa giusta era quella di sostituire il Parroco non di lasciare una parrocchia con preti precari…”.
RITIENI CHE QUELLE PARROCCHIE AFRICANE SIANO “SENZA PASTORE”?
IO CREDO CHE IL “PASTORE” (Gesù Cristo) SIA SEMPRE PRESENTE LÌ.
LA GUIDA NELL’ATTIVITÀ PASTORALE (il parroco), LÌ È PRESENTE UNA VOLTA AL MESE O OGNI DUE MESI.
IL LAVORO DI EVANGELIZZAZIONE E DI AGGREGAZIONE DELLA COMUNITÀ È GARANTITO QUOTIDIANAMENTE (i catechisti).
Tu dici:
“(e non giustificare come al solito ad un disegno di Dio perché questa giustificazione fa acqua da tutte le parti)”.
Ti capisco. Molti cristiani la pensano così. Accetto e certamente non giudico.
Perché la pensiamo così?
La risposta la trovo dentro il tuo stesso discorso, quando dici:
“…ma io non ritengo giusto”.
Neanch’io “ritengo giusto” – per esempio – la morte di un figlio; un tumore di un bambino; ecc. ecc.
La domanda, da cristiani, dovrebbe essere:
“ma in questo fatto (avvenimento) qual è il ‘disegno di Dio’?
E se la risposta “fa acqua da tutte le parti”, allora il cammino che devo fare è ancora tantissimo!
Permettimi di prendere queste ultime tue parole in prestito.
Tu le hai dette a me ed io le dico a te:
“Sappi che il mio commento è senza malizia alcuna, ma è il mio modo di vedere la cosa; forse non sono un buon cristiano, ma sono fatto così con i miei limiti, le mie incertezze e le mie convinzioni”.
Vedi, Antonio, siamo in due sulla stessa barca!
L’importante è sia remare insieme verso un’unica direzione per il bene comune; sia avere il coraggio (se valutato errato) di cambiare “modo di remare”.
Al contrario diventeremo operatori disgregazione.
Ciao e grazie.
So che quanto accaduto è molto triste e la stessa storia per certi versi l'abbiam vissuta noi anni addietro e con il groppo alla gola siam riusciti ad andare avanti e mi fa piacere sentire del tuo impegno per portare avanti le tante iniziative già avviate in parrocchia da don Pasquale.
Quando sabato risposi a Rachele, dissi che potremmo creare una specie di "gemellaggio" tra Miglierina e Decollatura e a noi questo non può che farci piacere.
A chi di voi fa piacere io su facebook ho creato un gruppo, MIGLIERINA IN THE WORLD (http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/groups.php?ref=sb) dove già vi son pubblicate le foto di domenica scorsa e dove avremo modo di tenerci più in contatto e di conoscere le varie iniziative che man mano si svolgeranno in parrocchia.
Grazie e un caro saluto a tutti voi...
Mentre nella Politica la "sovranità popolare" e sacra lo sentiamo tutti i giorni. Per la Chiesa, la volontà popolare di 750 fedeli in questo caso non è stata neanche presa in considerazione se non per la caparbietà di qualcuno di noi - "beati chi ha fame e sete di giustizia" - vere parole - pertanto credo che chi ha agito con il cuore con quel senso di giustizia, a difesa di quei ragazzi e di quelle famiglie a cui grazie e solo a don Pasquale, sono pervenuti aiuti materiali e spirituali, ha agito con fame e sete di giustizia.
Notate le contraddizioni a Miglierina (ha detto il vescovo) "sarà il punto di riferimento!! ..." Per Noi di Decollatura il sacerdote è l'amministratore pastorale (lo ha detto il vicario di Lamezia) allora necessitano punti di riferimento stabili? o amministratori pastorali condivisi?.
Grazie di nuovo
Francesco
Al Sig Cavalieri dico: come non sono uguali le dita di una mano (pur essendo tutte utili) così non sono uguali tutti gli uomini e i sacerdoti, quindi questi ultimi (non essendo clonati) portano avanti la parola del Signore ma ognuno con un proprio modo, ognuno con quell'io che lo contradistinque dagli altri. Ecco perché quel legame particolare tra noi e don Pasquale.
A chi non sa i fatti voglio dire:
- come abbiamo saputo del trasferimento, ci siamo coalizzati abbiamo telefonato al Vescovo per chiedere un incontro;
- non avendo avuto risposta, abbiamo sottoscritto una bella lettera a firma del disciolto consiglio pastorale e dei fedeli, 750 firme raccolte in poche ore;
- non avendo avuto risposta abbiamo ribussato e siamo stati ricevuti giorno 11 Novembre dal vicario. Una delegazione con componenti del disciolto consiglio pastorale, delle catechiste, dei terziari di San Francesco di Paola, dei giovani e dei firmatari della petizione per un'ora e mezza abbiamo esternato le nostre perplessità chiedendo una revoca;
- non contenti abbiamo scritto anche al Santo Padre.
Non abbiamo ottenuto nessuna revoca e neanche una parola di conforto nelle varie omelie che ho sentito, ad oggi non ho ancora le idee chiare, penso... quale sarà il vero motivo?
Sentire a Miglierina quelle parole di presentazione "vi lascio uno dei migliori dei miei preti, io ne sono geloso, amatelo e rispettatelo, sarà il vostro punto di riferimento" si è riaperta nel mio cuore una nuova ferita... le stesse parole che disse a Noi quattro anni fa.
Noi lo abbiamo amato e rispettato e proprio ora che i frutti si stavano raccogliendo ci è stato tolto!
In tutte le altre chiese il sacerdote uscente è stato sostituito con un'altro, tranne che da noi .
A Noi l'amministratore pastorale!!!
Dico anche al Sig. Cavalieri che si può seminare la migliore semenza... ma se non vi è l'opera del contadino che sa arare, concimare scegliere il tempo giusto per seminare... non vi sarà un buon raccolto!!!
Un saluto ancora a tutte le persone di Miglierina che, con grande rispetto quella sera ci hanno accolto, lasciandoci salutare a Noi don Pasquale prima di Loro.
Di nuovo Grazie francesco B-
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Paolo Fusco. Tratto da GENTE VENETA, n. 30/2005.
Articolo pubblicato su GVONLINE - Primo Piano - Sabato, 13 Agosto 2005.
http://www.gvonline.it/public/articolo.php?id=1627
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La notizia viene portata dal Vicario generale al Consiglio pastorale, corre di bocca in bocca, viene annunciata alla messa domenicale: cambia il parroco.
Come ogni anno, è quello che sta avvenendo in alcune comunità del nostro Patriarcato (…).
La notizia porta gioia ma a volte anche la fatica del cambiamento.
Perché allora questi avvicendamenti?
Perché non è più come quando il curato accompagnava la vita di una parrocchia per tutta la sua vita?
«Il Patriarca, con il suo Consiglio episcopale, si propone alcuni obiettivi fondamentali», spiega mons. Beniamino Pizziol, vicario generale. «Il primo è promuovere la comunione autentica tra i presbiteri, i diaconi e tutti i fedeli, cercando prima di tutto il bene complessivo della nostra diocesi; in secondo luogo prendendo in considerazione tutte le varie articolazioni: parrocchie, uffici pastorali, gruppi e movimenti ecclesiali, associazioni, enti e istituzioni.
Il tutto, insomma, viene prima della parte.
Il secondo obiettivo è aiutare i presbiteri e i diaconi a prendere coscienza che sono presi a servizio per il bene della Chiesa, perciò sono chiamati ad offrire la loro piena disponibilità.
Il terzo obiettivo è valutare con sapienza le inclinazioni, le attitudini, le competenze del singolo presbitero e diacono, in modo da metterle al servizio del Patriarcato».
(…)
QUALI SONO LE NORME SULLA DURATA DEGLI INCARICHI?
Il codice di diritto canonico del 1917 prevedeva la stabilità e la inamovibilità dei parroci, al can. 454. I parroci nominati prima del 1983 godono di questa prerogativa. Il nuovo codice di diritto canonico (entrato in vigore appunto nel 1983) al can. 522 mantiene la prospettiva della nomina a tempo indeterminato, introducendo tuttavia la possibilità di una nomina a tempo determinato qualora il vescovo lo decida. La durata in questo caso deve essere stabilita dalle singole conferenze episcopali (per la C.E.I., nove anni). La norma è entrata in vigore il 6 ottobre 1984.
(…)
Perché questi cambiamenti? La saggezza della Chiesa prevede strumenti diversi per dare risposte a situazioni nuove, come la fatica che comporta la guida di una comunità ai nostri giorni.
COME MAI ALLORA CERTE VOLTE QUESTI LIMITI TEMPORALI NON VENGONO RISPETTATI?
A fondamento di tutto sta la "promessa di obbedienza" fatta al vescovo nel giorno dell'ordinazione presbiterale.
Il vescovo chiede: «Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?».
L'eletto al presbiterato risponde: «Sì, lo prometto».
Questo elemento precede e sostanzia ogni altra decisione, a tal punto che è possibile chiedere a qualche parroco, per il bene della diocesi, di cambiare anche prima del compimento dei nove anni previsti.
Questa è l'obbedienza totale che ciascun cristiano deve a Cristo; così Cristo è stato obbediente al Padre «fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,8).
Ora l'obbedienza a Cristo si concretizza attraverso la risposta al segno sacramentale di Cristo pastore che è il vescovo, successore degli apostoli.
E' un'obbedienza a servizio della Chiesa diocesana e non primariamente a una singola parrocchia.
(…)
UN PARROCO PUÒ RIFIUTARE IL TRASFERIMENTO?
Si tratta di una obbedienza ragionata e dialogica, non è un'obbedienza cieca...
E di fronte alla presentazione di valide motivazioni la domanda di trasferimento può essere sospesa.
Nessun parroco finora è stato trasferito senza la sua libera adesione.
Il vescovo è un pastore che cerca di curare il bene della diocesi e di ogni singolo sacerdote.
QUAL È IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE PER IL VICARIO GENERALE?
Sicuramente questo dell'incontro con il consiglio pastorale o con l'assemblea parrocchiale.
In modo particolare quando si è creata un'autentica sintonia e simpatia con il proprio parroco.
Alcuni obiettano al trasferimento e si propongono di usare tutti gli strumenti che la società civile utilizza per le sue organizzazioni (lettere di protesta sui giornali, raccolta di firme, delegazioni di protesta...).
Ma alla fine quasi tutti comprendono che il presbitero è a servizio dell'intera Chiesa diocesana ed è chiamato ad esercitare il ministero sacerdotale nella piena collaborazione con il vescovo, a servizio del popolo di Dio.
Se un parroco ha fatto del bene in una comunità parrocchiale, proprio in questa visione di comunione diocesana, perché non dovrebbe continuare a fare del bene in un'altra comunità?
Si invoca a volte una continuità pastorale: ma questa continuità è dovuta alla comunità, attraverso il consiglio pastorale e gli animatori impegnati nella vita della comunità.
A VOLTE SI PARAGONA IL RAPPORTO TRA IL PARROCO E LA SUA COMUNITÀ AL MATRIMONIO O ALL'ESPERIENZA DELLA PATERNITÀ. E UNA MOGLIE O UN FIGLIO NON SI CAMBIANO...
L'idea di una parrocchia come articolazione chiusa della diocesi non rispecchia il senso ecclesiale al quale devono essere formati tutti i presbiteri.
Il presbitero è formato per la diocesi, non per una parrocchia.
La paternità è nei confronti di tutti i battezzati di una diocesi, anche se in un momento storico può essere chiesto di esercitarla in un determinato contesto.
C'È UN BENE PER LA COMUNITÀ NEL CAMBIARE PARROCO, ANCHE SE NON È IMMEDIATAMENTE EVIDENTE?
Può essere un'occasione che favorisce la comunione tra i fedeli di una parrocchia e li corresponsabilizza. Può essere anche un'occasione di rinnovamento e di rigenerazione per la comunità parrocchiale. Certo, a parte la fatica di far capire ai battezzati laici il senso ecclesiale di queste scelte, è anche commovente vedere come i nostri battezzati amino profondamente e autenticamente i loro preti.
In questa circostanza quasi tutta la comunità di Decollatura si è trovata UNITA nel sostenere il No al trasferimento di don Pasquale, tranne qualche persona che si è celata sotto il concetto di “obbedienza”.
In merito ho letto che:
“Con il voto di obbedienza nella Chiesa si intende la scelta volontaria di rimettere le proprie decisioni al giudizio di un superiore, confermando il tutto con voto a Dio di solito chi fa obbedienza fa anche voto di povertà e castità”
Tale voto di obbedienza è stato giustamente seguito da don Pasquale, poteva appellarsi al diritto canonico dei nove anni ma non lo ha fatto, ha rispettosamente risposto “SI”.
Noi fedeli abbiamo umilmente portato avanti i Nostri Valori, e le nostre idee, il suo trasferimento non è passato via come se nulla fosse successo, non era giusto.
Per me obbedienza non vuol dire ”sottomissione passiva a tutto”, chiedere nei giusti modi credo sia lecito.
Nella rispettosa lettera inviata al Vescovo ricordo a chi si è celato sotto il concetto dell’obbedienza, che si era chiesto è motivato semplicemente di trovare qualche altra soluzione, non abbiamo chiesto di dare alla nostra Chiesa ne campane d’oro ne organi d’argento ne rossi tappeti da ostentare in cerimoniali.
Altra comunità in provincia di Cosenza, mi è stato detto, che avrebbero recentemente fatto come noi e con 450 firme e un gradito colloquio diretto con quel Vescovo (a noi negato) hanno ottenuto la revoca del trasferimento.
Hanno forse sbagliato a chiedere ? O hanno dimostrato poca obbedienza!!
Secondo me sono STATI SEMPLICEMENTE RISPETTOSAMENTE ASCOLTATI.
Come genitore, qualche volta mi sono ravveduto dalle mie precedenti posizioni verso le mie figlie, questo non vuol dire che sono diventato “meno genitore” verso di loro, anzi si è rafforzato di più quel legame padre/figli che in questi tempi credo sia veramente importante mantenere e consolidare.
Vorrei solamente far notare o meglio evidenziare il perché nelle altre parrocchie della Diocesi di Lamezia, il sacerdote è stato sostituito con altro sacerdote, mentre a Noi a Casenove ci è stato dato un sacerdote “condiviso”, presentatoci come amministratore pastorale.
A Miglierina il Vescovo ha testualmente detto “………… vi lascio Pasqualino amatelo e custoditelo sarà per Voi il punto di riferimento”.
Le stesse parole dette a NOI quattro anni fa. Ricordo che Noi lo abbiamo amato e abbiamo cercato di custodirlo ma …….. non c’è stato concesso di custodirLo a nulla sono valse le nostre richieste….. abbiamo parlato, chiesto udienza, fatto tre veglie di preghiera per la Nostra Chiesa…. abbiamo trovato solo un muro” Hanno ragione i proverbi dei nostri AVII “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
IL TEMPO CI DARA’ RAGIONE, LA VERA VERITA’ VERRA’ CERTAMENTE QUANTO PRIMA ALLA LUCE DEL SOLE
Cambiano i tempi, le persone, i luoghi ……. ma la storia si ripete ……… spero soltanto che dietro questo trasferimento non vi siano motivazioni PURAMENTE venali e materiali (cosa che incomincerebbe purtroppo a trasparire) perché se cosi fosse si romperebbe quel già delicato equilibrio che viviamo nei nostri rapporti con la Chiesa intesa come Istituzione.
SIG. Giovanni CAVALIERI .
In tutte le sue belle parole di convincimento nei NOSTRI confronti LEI non HA ANCORA CAPITO IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE:
Don Pasquale è chiaro che ha obbedito, non poteva dire NO lui si che deve obbedienza.
NOI PUR SE AFFEZIONATISSIMI A Don PASQUALE non stiamo lottando per riavere lui nella nostra parrocchia, “anche se questo sarebbe il più bel REGALO DI “NATALE”, NOI non ci rassegniamo ad avere un parroco condiviso E CHIEDIAMO PER LA PARROCCHIA DI SANTA MARIA ASSUNTA DI CASENOVE l’assegnazione di un sostituto fisso.
Una cosa è certa Sig. Giovanni CAVALIERI: don Pasquale conosceva bene il bisogno di tanti vicini (non doveva andare in AFRICA per tendere una mano d’aiuto) a volte l’AFRICA è nel disagio di tanti bambini e famiglie che abbiamo vicino casa e che per PURO EGOISMO non VOGLIAMO vedere.
L’AFRICA è anche in quei vecchi che vivono e muoiono da SOLI abbandonati IN CASA.
Poiché ritengo ingiusto quanto accaduto ai parrocchiani di Casenove, risponderò (ci vuole tempo disponibile), garbatamente a tutte le provocazione su argomentazioni a mia diretta conoscenza, che più di qualcuno ha inteso lanciare su questo sito.
francesco B.
Questo è il buon esempio che dovremmo aspettarci dalla chiesa?
Però, noi siamo cristiani, crediamo nel Nostro Signore Gesù Cristo, pertanto perdoniamo il Vescovo e preghiamo affinché il Signore gli apra la mente ed umilmente faccia un passo indietro per l'amore di quel Dio in cui tutti noi crediamo.
Per Francesco B. concordo pienamente con quanto esterni si vede chiaramente che sono parole scritte con il cuore.
Grazie per aver riportato i fatti, molte persone non ne sono a conoscenza.
Perché?
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E si non bisogna far sapere le cose, bisogna tacere, la libertà di espressione probabilmente non è contemplata con lo stile di vita di sua eminenza, ecco come veniamo considerati.
Menomale che c'è un Dio.
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A dimostrazione della considerazione che ha nei nostri confronti.
E' possibile mai che si prendono decisioni senza conoscere la parrocchia, ma molto strano...
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Sono molto addolorato.
Sono veramente contento che hai compreso il vero senso di quanto ho cercato di spiegare. Ho sentito molte dicerie e commenti inopportuni, maldicenze di ogni tipo.
Avendo lottato contro tale trasferimento in prima persona, ritenendolo ingiusto, era mio preciso dovere intervenire e commentare tutti i passaggi che abbiamo fatto per evitarlo.
Le assicuro che la sera del 21, durante il saluto di don Pasquale, aspettavo altre parole dal Vicario con il quale avevamo discusso assieme con altre dieci persone per oltre un’ora e mezza della inopportunità di questo movimento, supplicandone in tutti i modi una revoca. Ero veramente “arrabbiato”: poco ho detto ma le assicuro che tutti dobbiamo andar fieri di:
- aver cercato di evitare quest’ingiusto trasferimento;
- aver discusso in questi giorni di quanto è importante per tutta la comunità avere un sacerdote stabile a contatto con la gente;
- aver bussato, ognuno di noi credimi lo ha fatto con il cuore come ha potuto……. alcuni non ci hanno aperto altri ci hanno aiutato…. Altri ancora se ne sono lavati le mani…. altri ancora non ci hanno capito, era importante alzare la testa e non dire sempre Si va tutto bene.!!!!!, per il rispetto di don Pasquale;
- averLO accompagnato con “onore” a Miglierina (CZ). In quella circostanza voglio sottolineare, per chi non era lì, che in presenza del Vescovo, nell’omelia don Pasquale ha detto tra l’altro: “mi scuserà... ma devo dire di essere stato sradicato dai decollaturesi ai quali va il mio saluto...” In quella ed in altri due o tre passaggi del discorso sono partiti fortissimi applausi... e le assicuro che hanno avuto un forte significato... se qualcuno ha inteso capire;
Quello che dobbiamo, ora fare, è continuare a chiedere alla Diocesi, per la nostra parrocchia l’assegnazione di un sacerdote diocesiano fisso.
Attualmente è “gestita”, per usare un termine del Vicario, da don Bogdan (da 4 anni sacerdote a San Bennardo altra parrocchia di Decollatura) che sta cercando di dividersi con impegno tra le due comunità e per questo lo ringraziamo.
Caro sig. Vescovo,
sono un abitante di Decollatura,
proprio in questi giorni ho avuto la notizia che il nostro parroco, Don Pasquale Di Cello, verrà trasferito in altra sede.
Capisco che ci sono molte priorità nell'ambito della Chiesa, però a volte, nel caso della nostra piccola comunita, il nostro parroco Don Pasquale Di Cello è riuscito ad integrarsi e a fare da amalgama fra le persone e la Chiesa, mio padre chè ha sempre creduto, ma che non era un assiduo frequentatore della Parrocchia, ora lo fa volentieri perchè è stato accolto da Don Pasquale Di Cello.
Io personalmente da quando tanti anni fà morì fra le nostre braccia Don Guglielmo Momi non sono più riuscito a frequenare la Chiesa come prima, però Don Pasquale Di Cello mi ha accolto ugualmente come un fratello ed ha sempre avuto una buona parola ed una parola di conforto.
Con le lacrime agli occhi Vi chiedo di prendere in considerazione la revoca del trasferimento di Don Pasquale Di Cello perchè sono sicuro che la nostra Parrocchia cadrà in un baratro mai visto ed andrà a scomparire tutto quello che si è costruito con l'impegno e il sacrificio di Don Pasquale Di Cello.
Sicuro e fiducioso di un Vostro cortese riscontro porgo distinti saluti
F. P.
Nel ringraziare don Bogdan, per quanto sta facendo, in questi primi giorni, nel cercare di essere “presente” in entrambe le comunità di San Bernardo e Casenove, come fedeli dobbiamo continuare nel cammino già avviato in questi anni con don Pasquale, ognuno di noi deve continuare a dare il proprio contributo per quello che può e per il tempo che ha disponibile.
Noi di Casenove, dobbiamo continuare a chiedere sempre e in ogni circostanza alla Diocesi di assegnarci un sacerdote “fisso” per la Nostra Parrocchia per questo abbiamo bisogno dell’aiuto anche dei fedeli di San Bernardo che dovranno pretendere la stessa cosa.
Per voler dire solo una prima difficoltà: tra poco arriverà la sera del 24 dicembre, quindi la messa di mezzanotte, dove celebrerà Don Bogdan? come farà scontenterà sicuramente qualcuno: mi spiego meglio: se celebrerà a San Bernardo (dove è presente da 4 anni) per noi di Casenove ci sarà ancora una volta un altro ”sostituto”; se celebrerà a Casenove, cosa diranno i suoi Parrocchiani di San Bernardo? Certamente non saranno contenti!!!! Questo è solo un aspetto pratico.
Non deve assolutamente esserci rivalità tra le Parrocchie, dobbiamo solo cercare di riavere ognuna la propria stabilità di prima. Anche voi però fedeli di San Bernardo dovreste esporre il problema alla Curia.
Credo inoltre che questo territorio non è “scristianizzato”, non necessitiamo di “missionari” che devono convertirci alla fede: siamo tutti battezzati e credenti chi più e chi meno praticanti e pertanto dobbiamo pretendere solo la nostra “guida spirituale” il nostro “punto di riferimento” (ricordiamoci sempre le parole del Vescovo dette a Miglierina…… “Pasqualino il vostro punto di riferimento amatelo e custoditelo”),
Quindi dobbiamo “bussare… bussare e pretendere l’assegnazione di un sacerdote per la Parrocchia di Casenove, sia per non rompere nessun equilibrio tra le due comunità, sia perché non vi dovrebbero essere differenze nelle comunità.
Se un sacerdote è il punto di riferimento lo è a Miglierina come a Casenove, ed in ogni altro luogo: comprendiamo benissimo le difficoltà di un sacerdote che deve correre a celebrare in due comunità, specialmente in quelle circostanze non prevedibili come può essere un lutto in una comunità mentre nell’altra magari aveva previsto la celebrazione serale di una messa in “suffragio”, “gestire” per usare un loro termine, due parrocchie non è facile e mille sono quindi le difficoltà.
Noi non comprendiamo per esempio, cosa già riferita, senza una risposta perché: qui si parla di gestire, amministrare, quasi con termini aziendali, le parrocchie e poi a Miglierina abbiamo tutti sentito solo affermazioni spirituali e di vicinanza del prete con la comunità “punto di riferimento” …… forse sono io che comprendo male… chi può spiegarmelo?.
Grazie
francesco B.
Avere un sacerdote a queste condizioni non è corretto...
Io avrei detto NO!... e VOI?
Vedo con piacere che nel tuo sito ”Miglierina in The world”, dai ampio spazio agli eventi religiosi che oggi e domani coinvolgono tutta la tua comunità parrocchiale : cioè i festeggiamenti in onore di S. Lucia,
Tra le altre cose scrivi :
“Il 12 e 13 dicembre p.v., vi saranno i solenni festeggiamenti in onore della nostra Santa Protettrice Lucia...
Ricorrenza che quest'anno avrà degli aspetti particolari per diversi motivi, ne citiamo solamente due che sono i più importanti.
Il primo è che dopo tanti anni, sarà sentita molto dal punto di vista religioso e spirituale, in quanto l'arrivo di don Pasquale, ha riportato nel nostro Paese quello spirito cristiano che ormai mancava da molto tempo e ciò si evince anche dal grande afflusso di fedeli che sta partecipando con Fede e devozione alla tredicina in onore di Santa Lucia.
Il secondo motivo è dato dall'annullo filatelico......”
In poco tempo quindi don Pasquale ha riportato “lo spirito cristiano” e “gente in Chiesa”.
Allora ti vorrei chiedere :
scriveresti ancora “Ciao Rachele, mi chiamo Michele e sono della Comunità Parrocchiale di Miglierina... Don Pasquale rimarrà per sempre nel tuo cuore e di tutti quelli che l'hanno conosciuto in questi anni vissuti a Casenove, ma quella di don Pasquale, come quella di tutti i religiosi, è una missione da compiere nel nome del Signore ed essere missionari non significa stabilirsi definitivamente in un Paese….
Come ti porresti se fra un anno venisse trasferito?
Distingueresti tra fede e Amicizia?
Vedo che hai compreso quanto è importante la figura di un sacerdote fisso inteso come punto di riferimento.
La stessa cosa quindi “trasferimento di don Pasquale” ha due diversi ed entrambi giusti punti di vista, per voi è stata una scelta positiva….. per noi un trasferimento negativo…… come il bicchiere: per alcuni è mezzo pieno per altri e mezzo vuoto.
Ringrazio Te e tutti i Miglierinesi per l’invito, ma ritengo giusto essere qui a Casenove a fianco della nostra attuale guida, anche se “condivisa” che farà la nostra " piccola processione", proprio perché credo di saper distinguere tra fede e amicizia.
Di nuovo un saluto ai Miglierinesi e a don Pasquale (sacerdote ma anche amico).
francesco B.
Quindi ritorna di nuovo in mente la domanda:
Cosa fa il gregge senza Pastore?
Per alcuni il Sacerdote è solo un Sacerdote per altri è anche un amico perché negare la possibilità di un rapporto di amicizia con un prete?
Per Franco riguardo alla tua domanda la mia risposta è NO! a queste condizioni NO!
Per francesco B. sono d'accordo su tutto quello che hai scritto, e credo che siano in molti ad esserlo.
Ho solo cercato di riportare i fatti con la massima obiettività .
Secondo me ogni gregge deve avere il suo" pastore"
Ora dobbiamo seguire la nostra guida anche se " condivisa" con la Parrocchia di San Bernardo, perchè sta cercando di essere presente con il massimo impegno ed è giusto seguirLo.
Dobbiamo cercare di rimanere uniti e di " pretendere" poi anche noi la figura di una guida stabile per la nostra Parrocchia.
Avevo deciso di non far più commenti in merito al trasferimento di don Pasquale in quanto quello che avevo da dire avevo detto ma visto che mi son sentito chiamare in causa non mi tiro indietro.
Innanzitutto ti ringrazio perchè segui ciò che pubblico su Miglierina in the World, dove e comunque gli avvenimenti religiosi son stati sempre trattati anche prima della venuta di don Pasquale, il quale è riuscito in pochi giorni a fare ciò che ho scritto sul mio gruppo e ciò che tu stesso confermi e di questo ne ero certo in quanto già la sera del 22 novembre parlando con alcuni tuoi compaesani, mi avevano riferito quete testuali parole : "vedrai che nel giro di pochi giorni ci saranno tanti ragazzini che faranno i chierichetti e le Chiese saranno di nuovo gremite".
Naturalmente, conoscendolo meglio di noi, questi tuoi compaesani erano consapevoli che avrebbe fatto sin da subito bene come lo ha fatto a Casenove.
Noi nove anni fa, abbiamo vissuto in un certo verso la stessa situazione che state vivendo voi ora e quindi comprendiamo benissimo tutti i vostri stati d'animo e son sempre pronto a ridire a Rachele le stesse parole dette quella sera proprio per esperienza vissuta e per distinguere la Fede dall'amicizia.
E' ovvio che, se fra un anno don Pasquale dovesse andar via da qui, ci sarebbe il rischio di ricadere nel baratro dal quale stiamo uscendo dopo nove anni, è ovvio che si sentirebbe la sua mancanza sia come amico e sia come guida spirituale, "ma quella di don Pasquale, come quella di tutti i religiosi, è una missione da compiere nel nome del Signore ed essere missionari non significa stabilirsi definitivamente in un Paese….".
Noi, con l'impulso anche datoci dal parroco che ci lasciò nove anni fa, abbiam continuato pur fra mille difficoltà, sulla strada tracciata ed io diverse volte ho detto apertamente ad alcuni ragazzi che ora conosco personalmente di continuare l'opera di don Pasquale altrimenti tutto ciò che finora ha fatto nella vostra comunità, andrà a perdersi e questo penso che sia lui stesso in prima persona a non volerlo e mi fa piacere sentire da te, rimanere a fianco della vostra attuale guida ed il mio invito e di tutti i miglierinesi non è quello di esortarvi a lasciare Casenove per venire a Miglierina, ma di provare a fare anche un cammino di Fede insieme, voi con il vostro parroco e noi con il nostro...
Che Dio ci protegga sempre
Tu scrivi “Noi, con l'impulso anche datoci dal parroco che ci lasciò nove anni fa, abbiamo continuato pur fra mille difficoltà, sulla strada tracciata”
Con queste tue stesse parole stai avallando ciò che io dico fin dall’inizio, ossia l’importanza di avere un punto ben saldo al quale fare riferimento e ciò lo dimostra il fatto come tu stesso dici che avete provato a seguire gli insegnamenti del parroco che vi lasciò nove anni fa .. ma se la parrocchia di Miglierina ha avuto necessità di una figura “forte” ( come ha sottolineato S.E. Mos. Cantafora) vuol dire che non sempre è possibile camminare da soli.
Viviamo in un contesto dove è troppo facile rompere gli equilibri, basta guardare alla disgregazione di tante famiglie e se consideriamo la Chiesa come la “grande Famiglia di Dio quando viene a mancare nella parrocchia il “capo famiglia” è facile perdere la giusta via.
Poi dici:”"ma quella di don Pasquale, come quella di tutti i religiosi, è una missione da compiere nel nome del Signore ed essere missionari non significa stabilirsi definitivamente in un Paese….".
E’ facile tirare fuori le solite frasi di “ circostanza” . Quello che tu continui ad asserire ogni volta, sarebbe giusto se don Pasquale stesso nel suo discorso di insediamento non avesse definito il suo trasferimento come uno “sradicamento”. Ciò significa che secondo lui la sua “missione” a Casenove non era ancora terminata e ciò è dimostrato dallo stato di “sbandamento” nel quale ora ci ritroviamo.
La nostra Parrocchia è attualmente “gestita” da don Bogdan unitamente a quella di San Bernardo e pur se l’impegno e la disponibilità di questo sacerdote è grande, noi crediamo che sia nel nostro diritto lottare affinché nella parrocchia di Casenove sia assegnato un nuovo sacerdote.
Per quanto riguarda molti dei fedeli che continuano a venire a Miglierina il loro cammino di fede lo stavano intraprendendo proprio ora e quindi la lontananza da don Pasquale è stata una grande “lacerazione”.
Chi ha Fede continuerà il cammino anche se con difficoltà , ti voglio riportare la frase molto significativa detta a Casenove proprio da don Pasquale il 21 Novembre nell’omelia di saluto “ Gli uomini passano, i sacerdoti vanno e vengono, ma la fede in Cristo rimane siate forti continuate ad amare quel Cristo come io vi ho insegnato… forse più di prima… ed aiutate chi verrà al posto mio “.
Per noi la Fede in Cristo è rimasta , sicuramente saremo forti nel cammino , dobbiamo esserlo più di prima, ma nessuno può toglierci quel legame di “ amicizia” con don Pasquale.
Personalmente seguirò le funzioni nella mia parrocchia senza esprimere nessun giudizio per chi continua avenire a Miglierina non posso entrare nel loro “io” nei loro”cuori” e nei loro “ problemi”..
Rimango inoltre sempre della mia convinzione che : non si può risanare una comunità creando problemi in un’altra, sicuramente si sarebbe dovuto cercare una soluzione alternativa.
E’ evidente che dal vostro punto di vista questo trasferimento è stato una salvezza…. Ma è altrettanto evidente che a noi ha creato delle oggettive difficoltà.
Un caloroso saluto e sempre un ringraziamento particolare per la Vostra accoglienza avuta verso tutti noi il 22 Novembre. Buone Feste
francesco B.
Oltre alla petizione sottoscritta da 750 fedeli, inviata il 3 Novembre u.s. al Vescovo di Lamezia e a Sua Santità Benedetto XVI, nei giorni di particolare “emozione”, non avendo visto esaudite le loro richieste, alcuni non rassegnati hanno rivolto la loro preghiera direttamente al Santo Padre Benedetto XVI, il quale, pur non potendo esaudire quanto richiesto non è rimasto insensibile all’appello che Le è stato rivolto da una parrocchiana, la quale in data odierna ha ricevuto dalla “Segreteria di Stato del Vaticano” la seguente lettera:
"Gentile Signora, è pervenuta recentemente al Sommo Pontefice la cortese lettera, con la quale Ella Gli manifesta filiale devozione, esponendo altresì un particolare problema.
Sua Santità ringrazia per il devoto gesto, segno di spirituale vicinanza, e, mentre esorta a confidare nella Provvidenza divina, L’affida alla materna protezione della Vergine Santa e di cuore invia la Sua Benedizione, pegno di grazia e di ogni desiderato bene, volentieri estendendola alle persone care.
Con sensi di distinto ossequio mi confermo
dev.mo nel Signore
Mons. ********
Assessore"
Accogliendo l’invito del Santo Padre, la nostra parrocchiana ha voluto così estendere la "benedizione" a tutta la nostra comunità.