Un’opportunità per il nostro territorio? Amore per l’ambiente o solo miscuglio tra ecologia e politica?
- ogni angolo delle nostre campagne era coltivato, ogni piccolo agricoltore suddivideva la proprietà alternando le colture; metà terreno coltivato a “patate” e l’altra metà utilizzato per la semina;
- per le necessità di irrigazione si provvedeva a pulire i fiumi e a curare i cosiddetti “acquari”, così facendo si prelevava naturalmente l’acqua dai fiumi che veniva poi suddivisa in tutto il territorio secondo vecchi usi, costumi e tradizioni contadine tramandate oralmente da secoli. Inoltre ogni contadino provvedeva a sistemare l’argine dei fiumi e gli scoli delle acque nel proprio fondo, oltre a curare anche la manutenzione delle strade di campagna e dei sentieri di montagna lungo le singole proprietà;
- le nostre campagne erano meta di lavoro e luogo di incontro fra contadini e interi nuclei familiari che provvedevano ad effettuare i lavoro nei campi ricorrendo spesso al muto scambio delle giornate;
- ogni agricoltore era anche un piccolo allevatore, ognuno possedeva qualche ovino, bovino, caprino, suino o un asino (specie animale ormai non più presente in questo territorio) che sommati ai capi di bestiame dei pastori raggiungeva una notevole consistenza;
- quasi tutte le famiglie inoltre allevavano anche pollame e conigli, soprattutto per il proprio fabbisogno;
- durante l’estate in montagna si provvedeva a pulire il castagneti dalle felci per facilitare poi la raccolta. In montagna, durante la raccolta, si incontrava gente, si decideva “fra vicini” a quale “casella” fare le “castagne pilate”. La sera dopo la raccolta venivano trasportate con gli asini alla “casella” per essere subito messe ad essiccare, con un laborioso ma naturale procedimento.
Leggendo in questi mesi degli articoli e qualche opuscolo pubblicitario sull’argomento, mi sono chiesto: occorre veramente ricorrere ai “massimi esperti mondiali in materia di pianificazione e di riqualificazione ambientale per risanare o migliorare il territorio”? Penso proprio di NO, basterebbe parlare ma soprattutto saper ascoltare la voce dei nostri “nonni”, che conoscono bene il territorio, non è certo scrivendo o dichiarando sulla carta una “zona” a parco che si tiene pulito e si può risolvere il problema paesaggistico e ambientale.
La valorizzazione della montagna calabrese, ed in particolare dei nostri monti, è sicuramente basilare per lo sviluppo del territorio, ma ciò assume quei particolari connotati di rispetto ambientale non se si dichiara sulla carta Parco, ma bensì se in ognuno di noi rinasce l’amore per il proprio terreno, se ognuno di noi provvederà come in passato a tenere pulito il proprio fondo il proprio bosco, se si imparerà a vivere a rispettare e conoscere l’ambiente. Questa è l’unica via sostenibile per lo sviluppo dell’intera area. Molti parlano di natura, di alberi, di bosco e poi non sanno distinguere un albero di pioppo da un ontano da un castagno o da un ulivo.
La valorizzazione del nostro ambiente potrà rinascere solo se rinascerà la voglia di coltivare le nostre terre, come in passato, se vi sarà vero sostegno per lo sviluppo zootecnico ed agricolo, se sarà più facile dedicarsi all’allevamento di “suini, bovini, ovini e caprini” senza tutta quella burocrazia che rende particolarmente difficile sia l’allevamento che la vendita, come anche la successiva produzione e vendita di “insaccati e formaggi”. Il discorso in tal senso è lungo e complesso, non può un semplice piccolo produttore attrezzarsi come se fosse un’azienda “nazionale”.
Se ci guardiamo attorno, nel nostro piccolo, ci accorgiamo come (tutti noi nessuno escluso) non siamo in grado di: tenere pulite le nostre strade, i letti dei nostri fiumi, di fare la raccolta differenziata. Non siamo in grado di tenere pulita e valorizzare al meglio circa un ettaro di terreno adibito a “Villa Comunale”, e pensiamo poi di valorizzare un territorio così vasto da adibire a Parco solo con un “proclama”, con accordi politici, con delibere comunali dei sindaci di 18 19 20 comuni o con un Sì di un Comitato Tecnico Regionale.
Una cosa è un parere tecnico, una cosa sono i Sì che sono venuti o che sicuramente verranno dai sindaci e dagli assessori regionali, altra cosa è attivarsi concretamente sul territorio per valorizzare i fondi agricoli o montani.
Provate a chiedere a molti giovani: quando si semina, quando si piantano le patate, come si piantano, quali tipi di frumento vengono seminati nel nostro territorio, quanto e come si innestano gli alberi di castagno, come si fa il formaggio, come si fa la “soppressata” a livello familiare, come si fa lo “strutto” e potrei continuare a lungo; sicuramente molti non daranno una risposta. Non è colpa loro ma nostra, perché non siamo stati capaci di insegnare e di tramandare gli usi i costumi, le tradizioni e l’amore per il proprio fondo. Se ognuno infatti, provvedesse a pulire o a coltivare i propri terreni sicuramente l’immagine dell’intero territorio sarebbe già di fatto “un parco naturale”.
Se chiedete:
Siete favorevoli al Parco?
Altri diranno di Sì perché è bello, a parole, dichiararsi ambientalisti, naturalisti, amanti della flora e della fauna ect., altri ancora diranno Sì perché sperano nello stanziamento e nella gestione di benefici economici da parte della Regione, dello Stato o della Comunità Europea ect.
La creazione del Parco del Reventino, in questi termini, significa solo porre dei “vincoli sulla carta” senza valorizzare e tutelare veramente l’ambiente, non tutta quell’area montana, infatti può essere riconosciuta vincolo di particolare interesse ambientale e naturalistico.
A cosa serve dunque questo Parco?
Per valorizzare l’ambiente e il territorio bisogna sostenere con i fatti e non solo con le parole gli agricoltori, gli allevatori e i proprietari dei fondi che sono i veri protettori del territorio e poi si potrà parlare di Parco protetto, con un’area forse più limitata e circoscritta attorno a tale vetta, magari non per scelta di pochi sindaci o di qualche assessore, ma con un referendum da sottoporre al parere della locale popolazione!!!!
Questo da un altro punto di vista, Utopistico, per qualcuno sbagliato, ma è un altro punto di vista.









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Io personalmente non sono d'accordo alla costituzione del "Parco del Reventino" perché lo vedo solo come un altro spreco di soldi pubblici. Penso che soprattutto bisognerebbe valorizzare il nostro paese che di sicuro per come ti ricordi tu è uno dei più bei paesi del circondario, non manca nulla, ristoranti a volontà, alberghi e strutture ricettive, molte attività commerciali, molto verde... rivitalizziamo quello che abbiamo già e poi pensiamo a nuove evoluzioni....
L’intento infatti è proprio quello di aprire una discussione, un dialogo un confronto di idee su tale argomento che per la specificità dovrebbe riguardare l’intera comunità.
Certamente Decollatura è bel paese, con forte potenzialità…... ma forse con poche idee.
Un esempio, a Tricase un bel paese in provincia di Lecce una “quercia vallonea” mastodontica è ritenuta un vero monumento della natura ed è meta di turisti e curiosi ed è ritenuta anche il più bello e maestoso monumento arboreo di Puglia.
Quante querce secolari abbiamo noi ancora a Decollatura, un esempio, quelle private, di via Marconi, sono anch’esse mastodontiche come quella che ho visto a Tricase, ma chi penserebbe mai a darne risalto pubblicitario?
Come politico impegnato con mille problemi su Lamezia Terme, La ringrazio per aver letto e ritenuta di interesse la mia semplice riflessione sul Parco del Reventino. Sono contento che come me ritiene che lo sviluppo deve nascere dal territorio e con le forze del territorio.
Per Lei che è di Lamezia Terme la prospettiva di creare in un territorio cosi esteso un Parco Protetto è certamente un progetto politico degno di essere valutato e discusso visto che tale nuovo Ente secondo Lei dovrebbe dare solo le massime opportunità al territorio.
Tuttavia, mi viene spontaneo sottolineare che i territori dei comuni montani compresi in questo progetto, sono stati gestiti da decenni dall’Ente Comunità Montana che avrebbe dovuto già tutelare i nostri monti!!!!, quindi Le vorrei chiedere: se si fa un eventuale Ente Parco si abolirà la Comunità Montana? o si terranno i due Enti sulle stesse località e per le stesse finalità ossia: salvaguardare e tutelare il territorio, da un certo punto di vista non Le sembra che si creerebbe così un doppione di Ente?
Mi dispiacerebbe un domani dover assistere al solito scarica barile delle competenze, come oggi spesso accade, questa strada passa nel comune ma la riparazione delle buche non compete al comune ma alla provincia perché è strada provinciale e nel frattempo le buche si ingrandiscono.
Oggi dopo l'ennesimo incontro pubblico mi rendo conto che il male minore, se verrà istituito, è che sia imposto “dall'alto”.
Non se ne può più! non può essere che il mio territorio sia assoggettato a quelli che debbono scorrazzare con quod, motocross e fuoristrada per i miei boschi; a quelli che debbono fare il tiro a segno a maiali selvatici; a quelli che debbono, spudoratamente, sventrare i miei boschi per alimentare le centrali a biomassa; a quelli che debbono pascolare impunemente le proprie pecore sui miei terreni, ignaro proprietario; a quelli che pretendono di raccogliere i funghi in mezzo alla mia piantagione di broccoli; a quelli che sversano tonnellate di amianto, copertoni, materassi, frigoriferi nel mio fiume.
Così come lo Stato deve tutelare il diritto dei proprietari che intendono tagliare il proprio bosco (senza arrecare danno alla collettività – leggi dissesto idrogeologico), che intendono pascolare le pecore nel proprio terreno, che intendono "arare" il proprio terreno con una moto da cross, deve tutelare me, distratto e indifferente proprietario, di non dover subire il transito, il furto, l'incendio, dei miei 100mq. di bosco.
E se per questo devono essere stabiliti altri cento o mille vincoli ben vengano; perché non abbiamo ancora chiaro il concetto che la tua libertà finisce dove inizia la mia.
Purtroppo dobbiamo essere sinceri , ci riteniamo civili ma non abbiamo la cultura del rispetto ne delle idee e ne degli altri, ognuno di noi ritiene sempre di essere l’unico ed il solo possessore della verità.
Una prova sicuramente lo è stato l’incontro pubblico di sabato scorso ,( al quale ho assistito solo in parte verso la fine) ho ascoltato “ scontro e urla ” , più che parlare del Parco sembrava solo una lotta per tutelare a “denti stretti” i propri interessi .
Questa era sicuramente una valida e meritevole iniziativa. Sarebbe stato importante poter ascoltare e soprattutto poter esprimere civilmente le proprie idee e i diversi modi di porsi sulla eventuale costituzione del “ Parco del Reventino”.
Personalmente ritengo che i veri “protettori dell’ambiente” sono gli agricoltori , gli allevatori e i proprietari dei fondi : la mia convinzione è che l’idea politica di fare il ” Parco del Reventino” è già stata avviata dall’alto e sicuramente verrà realizzata a prescindere dal nostro parere.
L’importante è che non nasca un altro doppione, un altro nuovo “carrozzone politico ( presidente, vice presidente,consiglio direttivo,giunta esecutiva, collegio dei revisori dei conti,comunità del Parco ect) ” a carico sempre delle tasche di noi contribuenti.
Rispetto per l’ambiente!
Se regnasse la civiltà e il rispetto reciproco e soprattutto il buon senso non dovrebbe essere varata nessuna legge che vieti di buttare rifiuti nei boschi , nei fiumi. per strada ect.
Le leggi che abbiamo sono sicuramente sufficienti a tutelare tutti i diritti e i tutti doveri dei cittadini in tutti i settori, basterebbe solo APPLICARLE.
Per quanto attiene la caccia.!
Sono stati fatti dei referendum per l’abrogazione, non è stata abrogata e quindi deve essere garantita e tutelata legalmente da chi rappresenta le Istituzioni ,salvo successive future variazioni legislative. …….questa è anche LIBERTA’!
Possiamo non condividerla ma è un’attività lecita.
Per quanto riguarda la proprietà!
La legge come proprietario di un fondo, mi consente già di recintarlo in qualsiasi momento, lo prevede esplicitamente l’art. 841 del Codice Civile. Se il fondo è libero vi è il libero accesso, ma se desidero porre dei limiti,che non si possa transitare per la caccia per il pascolo ect, la legge mi consente di farlo, lo stabilisce l’art.842 Codice Civile: “ Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso ( ossia recintato) nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno ………………..” questo può non essere condivisibile dai cacciatori o dai pastori …………ma è legge …….. … .. ed è anche LIBERTA’.
Chiedo, quindi, al sig. ABREAD” a cosa serve creare “nuovi cento e mille vincoli e nuovi enti” visto che le leggi ci sono già, basterebbe solo APPLICARLE! Se vuoi tutelare i tuoi mq 100 di bosco hai già tutte le leggi che ti consentono di farlo.
E’ vero e giusto come hai scritto : che la mia libertà finisce dove inizia la tua.
Per questo, i cacciatori, a prescindere se una zona è dichiarata Parco, non dovrebbero urlare o protestare contro i proprietari che decidono” legittimamente” di recintare i fondi o di aderire con i loro terreni a una zona Parco e i proprietari dei boschi o dei terreni non recintati non dovrebbero protestare o urlare contro i cacciatori che esercitano un’attività dallo stato legalmente riconosciuta ……. …questa è anche LIBERTA’!.
Detto questo ...
mi viene da guardare alla “civilissima” Svizzera dove le regole, come ben sappiamo, sono rispettate in maniera “maniacale”, anche dagli oriundi italiani.
Bene la civilissima Svizzera nel 2008 ha avviato l'istituzione di 18 parchi 3 di importanza nazionale e gli altri regionale.
Dice l' Ufficio federale dell'ambiente svizzero...
“La Svizzera deve dotarsi di nuovi parchi di importanza nazionale con cui proteggere e rivalutare habitat pregiati e paesaggi di particolare bellezza, fornire impulsi al turismo e a uno sviluppo regionale sostenibile nonché offrire alla popolazione l'opportunità di vivere un'esperienza diretta nella natura.
Oltre agli obiettivi ecologici, i parchi favoriscono anche l'economia. Il valore aggiunto diretto dovuto al turismo nel Parco nazionale svizzero nel Canton Grigioni ammonta, mediamente, a 10 milioni di franchi l'anno. Inoltre, ne scaturiscono benefici indiretti pari a circa 7 milioni di franchi grazie ai posti di lavoro e al reddito generati.”
Lasciamo perdere la parte che riguarda "habitat pregiati e paesaggi di particolare bellezza..." e ovvio che a questi “valori” ognuno di noi assegna una diversa importanza e precedenza ma se gli svizzeri investono nella “natura” (loro che di soldi un po' se ne intendono) a me viene da pensare.
Non voglio dire che gli svizzeri sono più intelligenti di noi ma se dovessi sceglie se comprare una macchina da uno svizzero o da un italiano io non avrei molti dubbi.
Per moltissime decisioni sono chiamati ad esprimersi con il “ referendum” è vi è una forte partecipazione popolare al voto. Guarda in Italia pensa a quanti milioni buttati in tantissimi referendum ai quali non si è raggiunto il ” quorum” o a quanti partecipano alle altre votazioni comunali regionali e nazionali, quanto è alto l’astensionismo, non votiamo, non utilizziamo questo importante strumento e poi critichiamo……. .in Svizzera in alcuni cantoni chi non va a votare è multato !
Anche noi dovremmo imparare la cultura delle REGOLE, è inutile darci nuovi vincoli se purtroppo non rispettiamo quelli che già abbiamo .
Come hai potuto constatare inoltre , in questo sito si è voluta aprire una discussione per sentire tutti i diversi pareri, ad oggi l'argomento è stato interessante visto che in breve tempo le visite al sito sono state oltre 450 , però pochissimi sono stati coloro che si sono espressi.
Attualmente è evidente dalle discussioni pubbliche solo il carattere “politico” di tale progetto. Riunioni, adesioni dei sindaci, parere tecnico favorevole della commissione, proposta a livello regionale ect.
A livello locale vi è stato il NO dei “cacciatori” perché preoccupati per i futuri vincoli, ma non è emerso chiaramente, per esempio, come la pensano tutti i proprietari dei boschi e dei terreni ricadenti in tale progetto né se qualche Ente abbia ad oggi inviato loro qualche lettera o richiesta di dare disponibilità dei terreni per il progetto stesso: si è parlato di ipotetiche zone A,B.C,D.
In sostanza chi deciderà (giusto o ingiusto) di fare o non fare un Parco lo farà no su un terreno demaniale ma su terreni che per la gran parte sono di proprietà di privati senza avere ricevuto nessuna adesione scritta dai medesimi.
Ho constatato che, anche su Decollatura facebook il (31/1) è stato chiesto ai Decollaturesi di esprimere un parere. Vi è anche il sito “quelli che vogliono il Parco facebook “: ad oggi però, nei pochi interventi non si legge nessuna posizioni realmente motivata né favorevole né contraria.
Se ne deduce quindi che si aderisce facilmente a gruppi in MIGLIAIA, si da “l'amicizia” forse per moda senza una valida convinzione, tanto per fare numero, probabilmente per un fatto puramente esteriore e personale, ma poi se si chiede un parere serio, un parere libero su MIGLIAIA di aderenti risponde solo qualcuno.
Con l’occasione ringrazio chi di Decollatura è intervenuto in questo sito nella discussione e anche Chiara Macrì di Lamezia Terme per il suo personale contributo: invitando nuovamente TUTTI i numerosi ”visitatori” giornalieri ad esprimere la propria posizione in merito anche con semplice e un breve commento, per aprire così un dialogo costruttivo per il paese a prescindere da ogni singola posizione politica.
Inoltre, vista la molteplicità delle visite al sito sull’argomento del PARCO DEL REVENTINO in data odierna è stato proposto anche un SONDAGGIO con l’invito a VOTARLO.
NON SERVE A NIENTE SE NON A DARE RESTRIZIONI A CHI CI ABITA!!!
MA PENSATE A FARE QUALCOSA DI MEGLIO PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEL PAESE E QUESTO NON LO SI PUO'
CERTO FARE ISTITUENDO UN PARCO!!!
Per questo non necessita certo celarsi nell’anonimato.!
Per chi volesse acquisire ulteriori informazioni circa la Proposta di Legge nr.460/8 può collegarsi al sito della Regione Calabria: http://www.consiglioregionale.calabria.it/pl8/460.pdf, proposta portata in discussione nel Consiglio Regionale il 10/2/2010.
Potete trovarvi informazioni non note come: planimetrie, troverete scritto per esempio, testualmente “L’area comprende nel suo interno i seguenti elementi di particolare pregio naturalistico: Complesso forestale di monte Reventino, faggeta di monte Condrò, Conca di Decollatura , Monte Tiriolo ect…. “
Ci sono già adesso leggi e leggine a tutela del territorio, ci sono enti preposti al controllo ma poi chiudiamo tutti gli occhi e facciamo quello che vogliamo, tanto basta comprare qualcuno dei controllori e non ci sono problemi.
Quindi per me è utopistico pensare che l'istituzione del parco del reventino possa assicurare un migliore governo e tutela del territorio.
“decollaturesi invece di perdere tempo a discutere sulla deli-bera 33 dovrebbero documentarsi sui programmi delle liste e dei vari candidati per evitare di essere imbrogliati da chi per carpire voti dice di essere contrario al Parco e poi fa propa-ganda per partiti e candidati favorevoli e viceversa”
Non credo proprio che i cittadini di decollaturesi, perdono tempo o hanno perso tempo nell’ occuparsi dell’eventuale istituzione del Parco del reventino come sostiene su facebook i il nostro primo cittadino. Sicuramente gli agricoltori e i proprietari dei terreni hanno pienamente diritto ad esprimere le loro opinioni e di tutelare i loro terreni da ulteriori vincoli, poichè qualsiasi scelta politica va a toccare direttamente solo ed esclusivamente i loro interessi e non certo quelli dei vari sindaci.
L’interesse all’argomento Parco del Reventino è alto ed è verificabile anche dalle oltre 1400 visite all’articolo pubblicato su questo sito .
Solo una settantina di visitatori ha tuttavia inteso esprimere la loro opinione con il voto nel sondaggio e ciò chiaramente non consente, al momento, di poter effettuare una obiettiva valutazione . .
La posizione prevalente è : NO al Parco.
In merito sarebbe opportuno, leggere anche l’articolo di giornale di Calabria Ora del 24/02/2010 “ parco del reventino si allarga la protesta di chi non lo vuole” , pubblicato dopo l’incontro di Conflenti dal comitato del No.
Dalla lettura del citato articolo mi sembra che la posizione sia nettamente diversa dal “ perdere tempo”.
L’argomento a prescindere dal prossimo risultato politico ( sia di destra che di sinistra) che uscirà dalle prossime consultazioni Regionali , verrà sicuramente ripreso pertanto si invitava a predisporre una petizione popolare in ogni paese per chiedere per iscritto , al proprio sindaco l’abrogazione della delibera dell’adesione al parco sia essa retrodatata che recente, in base agli articoli 8 comma 3 del testo unico sugli enti locali, e all’articolo 8 comma 3 del decreto legislativo 267/2000 sul referendum locale.
Nel suddetto incontro sarebbe stato inoltre evidenziato che oltre al Comune di Platania non hanno aderito all’Istituzione del Parco anche quello di Cicala, Martirano, Martirano Lombardo e Conflenti.
Quale è la giusta posizione? Cosa bisogna porsi realmente?
La cosa che mi dispiace di più è che sia stato fatto vero e proprio terrorismo informativo e che questo abbia avuto presa.
Vorrei capire solo quanti fra queste persone così convinte dell'inutilità di un Parco abbiano mai letto il regolamento di un Parco o le leggi di istituzione dei Parchi. Il Parco non mette molti più vincolo di quelli che ci sono già e che però non vengono rispettati. Sicuramente ci sarebbero maggiori controlli, ma chi si comporta secondo le regole di cosa deve avere paura?
Vorrei chiarire che un Parco non si prende il terreno di nessuno perché un Ente Parco non ha terreno proprio, che tutte le attività agricole non avrebbero più regole di quante ne hanno ora (cioè quasi nessuna), che chi vuole andare a farsi la legna per il camino può farlo, chi deve tagliare ciclicamente il bosco lo può fare secondo le regole che esistono anche ora. Ma di cosa dobbiamo avere paura? Che non ci possono impiantare una pala eolica sul Reventino oppure che non possiamo andare a caccia?
Mi dispiace che questa discussione sia stata strumentalizzata e che tanta gente si sia lasciata strumentalizzare.
Chi ha voluto documentarsi sul Parco lo ha potuto fare leggendo la proposta di legge nel link http://www.consiglioregionale.calabria.it/pl8/460.pdf riportato nel commento di Nunzio.
Sul Parco del Reventino, tutto politicamente era stato quindi deciso a tavolino, dalle segreterie dei partiti e dai sindaci a prescindere dal parere di noi comuni cittadini.
Si parla tanto del voto dei cittadini ma poi in alcuni casi guarda un po’ questo parere conta meno di niente…. Non ti sembra un po’ strano che a decidere siano stati solo i partiti e i sindaci ( in alcuni casi anche divisi)!
Nel link chi ha voluto leggere ha trovato spiegazioni su: territorio, planimetrie, finalità vincoli ect……. Ma molti dei proprietari dei terreni in questione non sapevano nulla di questa proposta !.
Personalmente ho dei dubbi circa la buona fede dell’Istituzione del Parco medesimo visto che su tutti i nostri territori per le stesse finalità , già da anni avrebbe comunque dovuto vigilare “La Comunità Montana”
La mia perplessità e che con l’Istituzione del Parco si crei un nuovo “ carrozzone politico” Ente Parco con tanto di presidente ( nominato) assessori e ect., che poi pensi solo all’occupazione delle poltrone (nominate) e non si interessi minimamente delle problematiche reali del territorio.
Non tutto quel territorio, penso inoltre che si possa considerare veramente di “ particolare interesse naturalistico” e quindi da sottoporre a tutela.
Per quanto riguarda le pale eoliche la penso esattamente come te “ non vanno assolutamente messe” sarebbe veramente lo scempio di questo territorio.
Se poi parliamo di diritti penso che andrebbero tutelati tutti i diritti compreso quello dei cacciatori che vanno a caccia con un regolare permesso .( altrimenti andrebbe cambiata la legge)
Non credo poi che sia stata fatta troppa strumentalizzazione : è evidente che le posizioni sono diverse , anche all’interno dei vari partiti e movimenti sono infatti emerse posizioni contrastanti, tuttavia credo che parlarne ( nel bene o nel male) non sia certamente “ perdere tempo”.
Il problema che possa essere un carrozzone esiste ma l'impegno dei cittadini credo debba mirare a questo e non a sabotare l'idea.
Oltretutto lo stesso Assessore all'ambiente della Regione Calabria è venuto a Soveria circa un anno fa a partecipare ad un'assemblea pubblica nella quale ha ben spiegato cosa è un Parco, le finalità e le positività di questo Parco.
Comunque il Sindaco ha accontentato il partito trasversale del "NO AL PARCO" revocando la tanto odiata delibera. Naturalmente il tutto fuori tempo massimo, cioè quando l'inutilità dell'azione è evidente visto che il Consiglio Regionale non può più ormai approvarlo e per il prossimo non si prospetta minimamente che si possano ricreare le stesse condizioni.
Per quanto riguarda le posizioni da prendere, in qualsiasi campo, anche sbagliando, credo che dovrebbero essere prese prima e non dopo che l’evento si è verificato….. è troppo comodo farlo dopo! .
Se hai letto la delibera sul Parco hai potuto constatare che era stata inclusa tutta la conca di Decollatura con moltissimi ettari di bosco definiti castagneto pregiato.
Consiglio di leggerla , si può vedere per esempio,i politici che erano presenti e chi era assente alla discussione , oltre a molti dati importanti che riguardano il territorio.
Se andiamo in montagna troveremo veramente tutti quei castagneti pregiati da tutelare? Forse al catasto o sulla carta risultano veramente ma la realtà sul posto credo sia ben diversa!!!
Come descritto nell’articolo orma i nostri monti sono solo utilizzati solo per il legname.
Se qualche volta avessi fatto un giro nei boschi ti saresti reso conto che i boschi centenari ci sono e soprattutto quelli su Reventino fanno già parte di una zona SIC (area di interessse comunitario) quindi sono già tutelati per fortuna (a mio parere).