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Il depuratore è sotto sequestro ma funziona perfettamente. La situazione paradossale a Decollatura dove il Comune è commissariato dal luglio scorso.
I controlli dei carabinieri all'impianto di depurazione del paese risalgono alla scorsa estate, quando il commissario prefettizio Sebastiano Cento doveva ancora insediarsi e sindaco era Mario Perri. Sulla base di quel rapporto dell'Arma qualche giorno fa il procuratore della Repubblica del tribunale di Lamezia Salvatore Vitello aveva sequestrato 16 depuratori appartenenti ad 11 Comuni del Lametino, fra questi anche l'impianto di Decollatura.
Nel lungo tempo intercorso tra il rapporto dei carabinieri e l'ordinanza di sequestro il commissario Cento ha fatto l'impossibile: è riuscito a far funzionare il depuratore nel migliore dei modi.
«Abbiamo fatto eseguire le analisi chimiche e batteriologiche, i dati sui campioni prelevati sono nella norma», ha dichiarato alla Gazzetta del Sud il commissario, che è viceprefetto vicario a Catanzaro. E che non si spiega il motivo del sequestro. Spiega Cento che adesso per ottenere il dissequestro dell'impianto il Comune di Decollatura deve affidare la pratica ad un avvocato accollandosi le spese del giudizio e della parcella. Si tratta insomma di un paradosso, ma è anche dispendioso per la comunità.
Appena s'è insediato a Decollatura il commissario Cento ha visto che il depuratore era completamente in tilt. Ha bandito una prima gara andata deserta perchè troppo onerosa, poi ha cambiato l'appalto ed ha partecipato la ditta Ecotec di Lamezia che s'è aggiudicata la gestione tecnica dell'impianto per 75 mila euro all'anno.
L'affidamento del depuratore all'azienda specializzata è avvenuto nello scorso dicembre, tre mesi dopo la pubblicazione del primo bando di gara. Il personale della ditta ha lavorato sodo sull'impianto è già dopo un mese il depuratore funzionava. Tant'è che l'amministrazione comunale ha proceduto ad effettuare i controlli affidandoli ad un'altra azienda certificata che ha assodato come il depuratore stia funzionando davvero.
Il successo dell'operazione portata a compimento in soli quattro mesi, col controllo del capo dell'ufficio tecnico Mario Riccio, è stato però smorzato dal provvedimento della procura. Perchè Decollatura è finito nello stesso calderone di tanti altri Comuni che invece sono inadempienti per quanto riguarda la depurazione: Conflenti, Martirano Lombardo, Martirano, Carlopoli, Soveria Mannelli, Maida, Jacurso, Cortale, Motta Santa Lucia e San Mango d'Aquino.
Tra l'altro è finito sotto inchiesta anche l'ex sindaco decollaturese Mario Perri, che ha lasciato l'incarico proprio l'estate scorsa dopo lo scioglimento anticipato del consiglio comunale.
Buona la performance del commissario Cento, così come positiva è l'azione della magistratura che diventa di fatto suppletiva delle amministrazioni locali che dovrebbero in qualche modo controllare se i depuratori funzionano, e comunque se inquinano i corsi d'acqua a monte e di conseguenza il mare.
Il problema sta nei tempi d'intervento che se fossero più rapidi gioverebbero all'azione amministrativa degli enti ma soprattutto alle comunità.

(v.l.)
fonte: Gazzetta del Sud del 25/02/2011
  

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