Accedi Registrati

Login

Nome utente *
Password *
Ricordami

Registrazione utente

I campi contrassegnati con l'asterisco (*) sono obbligatori.
Nome *
Nome utente *
Password *
Conferma password *
Indirizzo email *
Conferma indirizzo email *
Captcha *
Il 2 giugno si è tenuta l’attesissima marcia dell’acqua organizzata dal Comitato referendario di zona del Reventino-Savuto. La manifestazione che ha visto la partecipazione di centinaia di persone, nonostante la tantissima acqua…. piovuta dal cielo (neanche a farla apposta), è stata un grande successo.

marcia-dell-acqua-02Da ben cinque comuni (Bianchi, Carlopoli, Decollatura, Serrastretta e Soveria Mannelli) sono partiti cortei gioiosi al suono dell’acqua pubblica verso un’unica meta, gli affascinanti resti dell’abbazia cistercense di Santa Maria di Corazzo. Su un percorso snodatosi su un totale di circa 42 chilometri, come in una impegnativa maratona, stavolta per l’acqua pubblica.

Come piccoli rivoli, i partecipanti hanno percorso le strade del comprensorio montano e sono giunti, unendosi come in un unico fiume, fino a Corazzo. Nella magnifica cornice verde, dove negli anni passati si sono tenute le manifestazioni del Forum del Reventino in favore dei beni comuni, hanno sventolato moltissime bandiere blu dell’acqua. Lì, sotto la pioggia incessante, Gemma Piccoli, presidente del Comitato, Corrado Oddi, componente nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Giovanni di Leo del coordinamento regionale acqua pubblica “Bruno Arcuri” e Silvio Messinetti, giornalista de Il Manifesto hanno spiegato le ragioni del Si.

2 giugno: la marcia dell’acqua«È importante - spiega la presidente del comitato - andare a votare e scrivere Si sui due quesiti che riguardano la privatizzazione dell’acqua perché essa è un bene comune, perché non vi deve essere speculazione su un elemento così importante per la sopravvivenza degli esseri umani. Si può vivere senza la coca-cola, senza l’alcol, addirittura anche senza la benzina ma non si può vivere senza l’acqua.
L’entroterra calabrese si mobilita, quindi, contro le nefaste conseguenze della privatizzazione, che si sono già viste nei luoghi in cui questo processo è già avanzato: aumento insopportabile del costo delle bollette, diminuzione degli investimenti, riduzione della manodopera impiegata nel settore, peggioramento del servizio. Tutto ciò perché l’acqua viene considerata una merce che deve produrre profitti per le grandi multinazionali che controllano il mercato dell’acqua (in Calabria, attraverso la Sorical SpA, la multinazionale francese Veolia).
L’interesse della finanza privata per l'acqua si è diffuso a seguito dei processi di liberalizzazione, di deregolamentazione e di privatizzazione nel contesto dello smantellamento del sistema del welfare e della globalizzazione economica, che hanno trasformato l’acqua in una vera e propria merce. Una merce che genera profitti elevati, ad elevato tasso di ritorno degli investimenti. Processo finale della mercificazione della vita e del pianeta Terra.»

2 giugno: la marcia dell’acqua«E’ necessario - continua la presidente - ritornare, invece, a considerare l’acqua un Bene Comune, cioè un bene che appartiene a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono poter accedere ad esso e nessuno può pretenderne l’esclusività (allo stesso modo dell’aria, della conoscenza, dei patrimoni ambientali e culturali), beni da amministrare con principi di solidarietà e sostenibilità nell’interesse delle generazioni future.
Un impegno che vede unite persone di diverse impostazioni politiche e culturali, che vede, è bene sottolinearlo, i decisi interventi dei vescovi calabresi di Locri e di Cosenza, sulla scia di quanto sostenuto da mons. Mario Toso, segretario del Pontificio consiglio Giustizia e Pace: l’acqua è un diritto universale e inalienabile, è un bene troppo prezioso per obbedire solo alle ragioni del mercato e per essere gestita con un criterio esclusivamente economico e privatistico.
Oggi, il mondo dei cittadini ostacola l'avvenuta trasformazione dell'acqua in un "bene" fonte di grandi profitti. Ecco perché, in Italia, chi ha voluto tutto ciò, ha paura dei referendum. Si ha paura del fatto che i cittadini pensino in maniera libera e non omologata, del fatto che i cittadini abbiano dei sogni e che, pertanto, siano disposti a battersi per realizzarli. Ecco perché l’informazione sui referendum, è ridotta a meno che al minimo.»

2 giugno: la marcia dell’acqua
  
«Ma, questo referendum – conclude la presidente Gemma Piccoli - ha già dato una scossa al Paese con il suo milione e quattrocentomila firme raccolte per la sua indizione e poi una grande mobilitazione diffusa sul territorio. Con il raggiungimento del quorum previsto dall’articolo 75 della Costituzione (il 50% più 1 degli aventi diritto al voto), si potrebbe creare quel benefico terremoto, quel risveglio generale, di cui si sente tanto bisogno.

L’auspicio generale è che il 12 ed il 13 giugno si raggiunga il quorum e con esso la ri-pubblicizzazione dell’acqua, affinché la proprietà della risorsa idrica sia pubblica, dalla fonte alla distribuzione».

Commenti  

# Antonio 05-06-2011 13:06
Un servizio sulla marcia dell'acqua anche su Rai TRE
TG Calabria Edizione delle 19.30 del 02/06/2011

www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f8b30f38-c04c-4fef-ba75-52f1be691f62-tgr.html#p=0
Rispondi | Rispondi citando

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna