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Presso il teatro Umberto di Lamezia Terme, si è svolta Lunedì U.S. la manifestazione indetta dal Comitato “Salviamo la sanità del Lametino” e dal “Comitato Pro Ospedale del Reventino” alla presenza di numerose autorità e di un foltissimo pubblico. Il tema della serata è stato quello della presentazione della “Piattaforma programmatica”, redatta dai due comitati ed adottata dalle Amministrazioni comunali dell’intero comprensorio di Lamezia, al fine dichiarato di riequilibrare la distribuzione dei servizi sanitari nell’intera provincia di Catanzaro ad oggi, ed in virtù sia del Piano di rientro che dell’atto aziendale emanato dal Commissario Gerardo Mancuso, troppo concentrata sul capoluogo di provincia.

Presidente e moderatrice il neo-eletto sindaco di Decollatura, Anna Maria Cardamone, che ha svolto il ruolo attribuitole con grande maestria e disinvoltura e con commenti e suggerimenti garbati quanto puntuali. I primi a prendere la parola i due cofondatori del Comitato Lametino, Nicolino Panedigrano e il Riccardo Viola, volti noti della politica locale quanto notoriamente avversari politici, che con il loro “dialogo di buona volontà” su “Salute bene comune” hanno inteso dare un esempio di come, difronte ad un bene comune ed irrinunciabile quale quello della Sanità, possano essere messe da parte le diverse ideologie e far convergere gli intenti e le richieste da presentare a chi detiene il potere decisionale.

I due relatori hanno inteso rivendicare l’importanza di una piazza come Lamezia che merita attenzioni sociali ed un offerta globale di servizi maggiore rispetto a quella fin oggi raccolta, mentre in termini di Sanità il Piano di rientro rischia addirittura di escluderla da quello che è il novero dell’ospedalità che conta, attribuendo all'ospedale cittadino il ruolo di semplice Spoke, peraltro con il concreto rischio di una futura chiusura poiché la struttura per le stesse regole imposte dal Piano di rientro non può essere adibita a Spoke, distando dall’Hub di riferimento meno dell'ora minima di percorrenza prevista dal Piano stesso. Concetti peraltro ripresi dal dottor Antonio Butera che con la sua relazione “nobili origini e declino in atto” ha inteso sottolineare come con il tempo si siano disperse le valenze che la struttura ubicata sulla collinetta di Sant’Antonio si era saputa guadagnare, con l’elevata valenza dei medici e successivamente con dei reparti specialistici quale la Neonatologia e la Neurogenetica vanto dell’intera regione. Egli ha poi caldeggiato la necessità di sostenere la proposta contenuta nella Piattaforma programmatica di istituire il Trauma Center che per importanza e ubicazione strategica, essendo Lamezia posta al baricentro della Calabria, darebbe sicuramente impulso e linfa nuova all’intera offerta sanitaria del comprensorio e di assegnare all'Ospedale di Soveria il ruolo di ospedale generale.

Appassionato quanto qualificato l’intervento di don Giacomo Panizza che con il suo “il bisogno non può attendere” ha inteso rimarcare la valenza della medicina territoriale, complementare o alternativa alla degenza ed alle prestazioni ospedaliere, ma di immenso conforto e sostegno a quelle famiglie che vivono il bisogno come un’emergenza giornaliera.

Il presidente del Comitato Pro Ospedale del Reventino, Antonello Maida, analizzando la drammatica situazione che vive l’ospedale di Soveria Mannelli, sull’orlo della chiusura definitiva, ha evidenziato la distanza che la politica ha purtroppo posto in essere tra le promesse e proclami dei suoi protagonisti e la realtà che viceversa vivono i propri cittadini amministrati, leggendo l’ultimo dispositivo dell’azienda sanitaria che a far data dal 21 giugno 2011 vieta al Pronto soccorso cittadino di accogliere i codici giallo e rosso, per cui di fatto l’ospedale di Soveria Mannelli cessa in un sol colpo di esistere in quanto tale, ultimo atto di una sequela di ordinanze tese non già alla riconversione annunciata bensì ad una effettiva spoliazione, ed invita gli onorevoli presenti in sala a farsi carico per scongiurare tale tragica conclusione.

Anna Maria De Fazio del Tribunale dei diritti dei malato ed il Dott. Vasta, nei loro brevi interventi, rincarano la dose ponendo in luce ed auspicando una riflessione sulla ponderazione prettamente economica della prestazione sanitaria, i servizi vanno resi in un’ottica di risparmio ed ottimizzazione delle risorse, ma vanno comunque garantiti a tutti, il disimpegno in atto, viceversa, non fa onore ne alla politica e ne alla dignità dell’uomo. Concetto ripreso dall’intervento di Monsignor Cantafora, vescovo della Diocesi di Lamezia che plaudendo all’iniziativa dei comitati, che ha detto di sostenere attivamente, ha affermato che quello di Lunedì era il migliore incontro a cui Egli abbia assistito nei sette anni di reggenza della Diocesi e che ogni valore che pone al centro i bisogni dell’uomo merita l’attenzione ed il sostegno della Chiesa.

La parola è passata ai due consiglieri regionali presenti in sala, Ciconte dell’opposizione e Magno della maggioranza i quali, convenendo che il lametino abbia ricevuto poche attenzioni nel recente passato, si sono entrambi impegnati a presentare una proposta di legge regionale per l’istituzione del Trauma Center a Lamezia Terme, quale atto dovuto, lungamente promesso e di sostanziale riequilibrio dell’offerta sanitaria provinciale. Mentre per la struttura di Soveria Mannelli hanno assunto l'impegno di un intervento immediato atto a ripristinare condizioni logiche di funzionalità mediante il ritiro della disposizione sul Pronto soccorso e l’adozione di servizi pronti a garantire il diritto alla salute dei cittadini che vivono, con non pochi disagi, nell’hinterland della nostra Regione.

Anche il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, denuncia un clima di sostanziale abbandono da parte delle istituzioni regionali e si chiede dove siano i politici che hanno chiesto il voto ai cittadini lametini ed auspica per il futuro un’inversione di tendenza, facendosi peraltro carico della richiesta al Governatore Scopelliti di un incontro per la presentazione della “Proposta Programmatica”.

A conclusione della serata gli interventi dei sindaci di Soveria Mannelli, Giuseppe Pascuzzi, che ha ribadito il proprio impegno a sostenere le richieste peraltro già oggetto della delibera del Consiglio comunale appena insediato attraverso un’attiva partecipazione alla Conferenza Permanente dei Sindaci, e Giovanni Paola, sindaco di Conflenti ma anche responsabile del Pronto Soccorso di Soveria Mannelli, che senza mezzi termini bolla come assurdi gli atti intrapresi dal Commissario Mancuso, peraltro nulli alla luce del recente provvedimento del Giudice del Lavoro per la condotta antisindacale tenuta dall’Asp nell'emanazione dell'Atto funzionale, atti per i quali, vista l'arroganza del Commissario che continua ad operare come se nulla fosse, i sindacati dei medici e del personale ospedaliero minacciano di ricorrere alla procura della Repubblica.

fonte: LT NEWS

Commenti  

# francesco B. 25-06-2011 11:36
Tutelare e difendere l'Ospedale di Soveria Mannelli è un dovere civico che deve essere sentito e condiviso da tutti noi cittadini.
L'Ospedale di Soveria Mannelli infatti, non è di Soveria Mannelli ma di tutti noi.

E' facile parlare di chiusura di ridimensionamen to senza "calarsi" nel territorio, senza capire quali sono le difficoltà dei cittadini, senza conoscere la viabilità, la difficoltà di raggiungere un altro Ospedale, la necessità di avere tutelato un primo importante soccorso, oltre a tutte le altre problematiche inerenti alla perdita di posti di lavoro e anche alla perdita di un indotto economico per l'intera comunità, per questo molti politici forse prima di fare delle scelte assurde dovrebbero studiare un pò di "geografia del territorio".
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Il Consiglio Comunale di Decollatura ha deliberato, con due astensioni, in merito vedasi atto nr. 11 del 14/06/2011 albodecollatura.asmenet.it/allegati.php?id_doc=16130612&sez=&data1=16/06/2011&data2=01/07/2011.

Premesso che "la salute non è un problema nè di destra nè di sinistra, ma di tutti i cittadini", come Presidente del Circolo Italia dei Valori di Decollatura ritengo che bisogna "dare maggiore prestigio al sistema sanitario", e per questo occorre la partecipazione diretta di tutti i cittadini a "difesa della sanità" non è infatti un caso che oltre venti sindaci del comprensorio si sono ritrovati uniti per la difesa dell'Ospedale di Soveria Mannelli e se necessario dobbiamo intervenire con manifestazioni e denunce.

L'Ospedale di Soveria Mannelli costituisce il più vicino punto di riferimento per l'utenza di molti paesi del nostro entroterra montano e non può certo essere ridimensionato o chiuso.

Se si è uniti e determinati si può fare molto, desidero come esempio parteciparvi l'impegno e la determinazione avuta dall'amico Maurizio Casadidio che da solo, con manifestazioni di protesta, interventi di denuncia usando tutti i mezzi di informazione: televisione, carta stampata ect. è riuscito a far aprire a Catanzaro a San Vitaliano il Centro SLA, www.calabriaeconomia.it/inaugurato-a-catanzaro-il-centro-san-vitaliano-per-la-cura-della-sla/372/, pertanto se siamo determinati e uniti certamente possiamo meglio difendere la nostra salute e per far ciò è necessario mantenere e consolidare l'Ospedale di Soveria Mannelli per il bene dell'intero territorio.

Quindi, se una sola persona, con la tenacia e con le denunce è riuscito a far prendere coscienza della gravità del problema della SLA e a far aprire una struttura, è altrettanto possibile che un'intera Comunità come la nostra, con il sostegno dei sindaci possa mettere in atto idonee manifestazioni e proteste per mantenere una struttura come l'Ospedale di Soveria Mannelli.

Come è possibile che da una parte una legge come la 626/95 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, obblighi ad effettuare corsi al personale sul "primo soccorso" perché ritenuto importante come salvavita e anche per limitare ulteriori danni, e dall'altra si taglia continuamente la sanità?

Per noi tutti è importante mantenere la struttura dell'Ospedale di Soveria Mannelli, anzi l'obiettivo è migliorarlo perché sia un punto di eccellenza nel dare il primo soccorso.

Raggiungere velocemente l'ospedale di Lamezia Terme o di Catanzaro con l'attuale viabilità sarebbe certamente un grosso problema per non parlare della viabilità per Cosenza. Allora se è vero che salvare una vita significa intervenire presto, con il primo soccorso e subito dopo con il 118, perché tagliare alla sanità senza tenere conto delle difficoltà del territorio?

Perché non tenere conto di quanto oltre venti sindaci (nostri rappresentanti) stanno sostenendo?

Perché penalizzare olre 25/30 mila utenti affollando altri Ospedali e creando di conseguenza ulteriori disservizi?
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