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Ieri alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare di Decollatura la Filt CGIL Provinciale ha organizzato un convegno-dibattito per fare il punto sulla disastrosa situazione delle Ferrovie della Calabria. A moderare l’incontro è stato il Sindaco di Decollatura Anna Maria Cardamone. Ha introdotto la discussione Michela Avenoso -Segretario Generale Filt CGIL Provinciale- che con una breve ma puntigliosa relazione ha ben chiarito l’importanza sociale, economica ed ambientale che svolge il trasporto su rotaia in una provincia come Catanzaro. In aggiunta chiarisce Avenoso: “Il cittadino dovrebbe aver garantito il diritto alla mobilità sancito dall’articolo 16 della Costituzione italiana”. Da ciò ne deriva l’improponibilità, secondo la segretaria del sindacato, dell’idea di un’azienda come la FC che non può pensare alla sola esigenza di fare cassa, ma deve garantire a tutti i cittadini la possibilità e la libertà di movimento, soprattutto nella situazione attuale, in cui tutti i servizi strategici –ad. es sanità e scuola- vengono centralizzati.

In seguito, a prendere la parola è stato il docente d’ingegneria presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Domenico Gattuso. Da sempre impegnato nella battaglia per la difesa dei trasporti ferrati, nel suo intervento, il Prof. si è spogliato del ruolo di docente e ha indossato le veci di tecnico e politico. Gattuso ha esposto, più che una relazione, un vero e proprio progetto alternativo di investimento possibile sulle F.C. Non un sogno campato per aria, ma uno studio basato su numeri reali. “basterebbe investire 150 milioni di euro per ristrutturare, riqualificare, ammodernare e rendere più snella sia la tratta CS-CZ ( si passerebbe da 2h 50min di tragitto a 1h 20min) sia la linea di Gioia Tauro, da poco fuori funzione“, spiega Gattuso. Un’inezia se paragonate alle cifre stratosferiche del ponte sullo stretto o all’alta velocità.

Sono tanti gli esempi, portati dal docente, di Paesi che hanno reso tratte come le nostre un vero e proprio patrimonio. E pensare che in molti casi a produrre treni di ottima qualità, esportati in tutto il mondo, è proprio un’azienda di Reggio Calabria. Un paradosso che da l’idea del basso profilo degli amministratori di FC. Critica questa, lanciata anche dal assessore ai trasporti della Provincia di Catanzaro, Vincenzo Fulvio Attisani, che rincara la dose dichiarando l’urgenza della mobilitazione per non rischiare di perdere un servizio essenziale per cittadini. Inoltre, Attisani, convinto della sua posizione in difesa delle Ferrovie della Calabria propone un tavolo di lavoro con tutti i sindaci interessati, assessori regionali e provinciali, sindacati e comitati cittadini, per creare a breve un progetto concreto e alternativo sulla base degli studi di Gattuso. Richiesta recepita subito dalla Cardamone che, sfruttando la presenza dei sindaci e assessori di Martirano, Bianchi, Colosimi e Soveria Mannelli, assicura che entro dieci giorni si attiverà il tavolo comune per creare un progetto che possa puntare al finanziamento, al pari di Catanzaro, Cosenza e Reggio.

Da qui, dunque, si parte per creare alternativa e una sinergia tra comuni condannati ai medesimi problemi. L’unico appunto negativo di questa vicenda è il lassismo dei cittadini che, da quando le FC hanno iniziato la politica dei tagli, non hanno creato nessuna mobilitazione rilevante. Lasciando, così, gli amministratori delle FC nella piena libertà di decidere cosa e come tagliare. Preoccupazioni, queste, espresse anche dal portavoce del comitato dei pendolari che non si è risparmiato nel criticare le posizioni di amministratori “non interessati allo sviluppo regionale, perché spesso scelti tra profili trans regionali”.

Infine, a prendere la parola è stato Giuseppe Valentino, Segretario Generale CGIL Lamezia-Catanzaro, che ha sottolineato l’esigenza per la regione Calabria di dotarsi di un piano regionale dei trasporti, tuttora inesistente ma indispensabile ad una regione che voglia garantire il diritto al lavoro, alla mobilità e che voglia fare del turismo un’arma vincente.

Prospettive quindi tutte positive, in attesa di essere confermate da un lavoro che renda partecipi istituzioni ma soprattutto i cittadini, reali fruitori del bene in oggetto.


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