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Sulla recente elezione del presidente Gregorio Guzzo alla Comunità montana dei monti Reventino Tiriolo Mancuso, sembra si sia aperto un serrato confronto politico che non riguarda solo il Pd ma di conseguenza investe le forze che hanno dato sostegno all'attuale nuova compagine di governo dell'ente montano.
 
Dopo la presa si posizione del sindaco di Carlopoli, Mario Talarico, che evidenziava l'assenza del rinnovamento al seguito delle elezioni amministrative che sembrava avesse portato con il famoso "vento del Reventino" aria nuova ed unitaria nel centrosinistra, sono seguite le precisazioni del sindaco di Falerna Giovanni Costanzo, a difesa delle azioni politiche adottate dal Pd nella scelta del rinnovo dei vertici amministrativi della comunità montana del Reventino.
Adesso si registra una ulteriore presa di posizione.

È dura la nota diffusa dal sindaco di Decollatura, Anna Maria Cardamone, che firma una comunicazione come capogruppo del Pd alla Comunità montana dei monti Reventino Tiriolo Mancuso. «Avevamo posto seri dubbi sulla elezione degli organi della comunità montana - afferma nella nota Cardamone capogruppo del Partito democratico alla Comunità montana dei monti Reventino Tiriolo Mancuso - l'acquisizione di ulteriori elementi di fatto ci hanno indotto, serenamente ma con determinazione, ad assumere una immediata e formale iniziativa, richiedendo l'urgente intervento del Prefetto di Catanzaro perché norme, assolutamente riconducibili alla pacifica ed ordinarissima consuetudine, non possano essere violate, soprattutto quando, preventivamente, la maggioranza era stata chiaramente informata sulla necessità di non procedere nei lavori stante la palese mancata convocazione di alcuni consiglieri che non hanno, e non per loro volontà, potuto partecipare alla riunione consiliare perché l'avviso di convocazione è loro pervenuto soltanto a lavori iniziati e comunque a distanza di cinque giorni dall'aggiornamento della seduta».
Si paventano insomma delle diversità di posizioni fondate su forzature e complicati equilibri politici.

Il sindaco di Decollatura Anna Maria Cardamone, capogruppo del Pd alla Comunità montana dei monti Reventino Tiriolo Mancuso, spiega fra l'altro: «Non si tratta, com'è ovvio, di ostacolare il libero organizzarsi di consiglieri in maggioranza per determinare il legittimo governo dell'ente montano; quello che si contesta è la palese e macroscopica violazione di diritti elementari che sovrintendono a qualsivoglia funzionamento di organismi di rappresentanza collegiale.

Abbiamo chiesto – precisa Anna Maria Cardamone, che firma la comunicazione come capogruppo del Pd alla Comunità montana dei monti Reventino Tiriolo Mancuso - indipendentemente dalle azioni che vorrà assumere il Prefetto di Catanzaro, al consigliere anziano, nella qualità di presidente facente funzioni del consiglio della Comunità montana, di assumere i necessari provvedimenti di autotutela procedendo alla celere riconvocazione dell'assemblea perché vengano, preliminarmente, annullati gli atti viziati dalla mancata convocazione dei consiglieri e, conseguentemente, alla nuova elezione del presidente e della giunta».

Sono questi i motivi che hanno indotto il capogruppo del Partito democratico Anna Maria Cardamone ad intraprendere l'iniziativa e precisa «vogliamo sperare che i consiglieri che hanno partecipato alla seduta pomeridiana del 12 luglio scorso comprendano le ragioni, non strumentali ma di principio, che ci inducono ad assumere questa iniziativa e che, immediatamente e serenamente, si riporti la normalità democratica nell'ente montano che può essere ripristinata con un semplice atto di sensibilità istituzionale».

A quanto pare sembra si sia aperto un serrato confronto all'interno dell'assemblea della Comunità montana del Reventino che riguarda il recente rinnovo dei vertici di governo, alla luce dei fatti c'è da aspettarsi altre prese di posizioni ma nello stesso tempo ci si augura che eventuali contrasti e disaccordi vengano al più presto risolti, per avviare concrete azioni di sviluppo che l'ente montano deve al più presto intraprendere a difesa dell'intero territorio.

L'ente infatti deve operare al più presto in modo da dare risposte concrete ad un vasto territorio, nell'ambito delle proprie competenze. Recuperare quindi tutte quelle azioni necessarie per un'area montana d'importanza strategica.

Santino Pascuzzi
fonte: Gazzetta del Sud del 19/07/2011

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