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L’incontro promosso da Italia dei Valori per fare il punto sull’ospedale tenutosi giovedì U.S. ha generato un interesse tale nei cittadini che la sala consiliare della Comunità Montana era piena come non si era mai visto in precedenza.
 
Se da un parte sul tavolo dei relatori garantivano la loro presenza il sindaco della città, Giuseppe Pascuzzi, oltre che il presidente del comitato dei cittadini, Antonello Maida ed ovviamente i consiglieri regionali di IDV, Mimmo Talarico, Giuseppe Giordano, il capogruppo Emilio De Masi e il consigliere del PD, Tonino Scalzo, in sala erano presenti alcuni sindaci del comprensorio o loro rappresentanti dei comuni di: Scigliano, Bianchi, Pedivigliano, Colosimi, Serrastretta, Decollatura, Conflenti e Tiriolo.

Altri, non presenti hanno inviato comunque il loro sostegno. Erano in sala i referenti del Comitato dei cittadini di Lamezia Terme. E tutti sono stati sodali su un punto: quello che bisogna tenere alta l’attenzione sul problema. Lo ha sottoscritto Giuseppe Pascuzzi nel suo intervento, che ha ribadito come nel comprensorio sono bene 19 i sindaci coalizzati nel proporre una piattaforma programmatica per istituire in città un Ospedale Generale, richiamando una delibera in tal senso approvata all’unanimità durante di un precedente consiglio comunale. “Perché – aggiunge Pascuzzi - quello che avviene oggi all’ospedale necessita di dettagliate spiegazioni, cosa che stanno facendo i sindacati impugnando spesso atti illegittimi”.

Ci appelliamo a Scopelliti – aggiunge – affinché usi il potere di deroga per rigettare queste decisioni improprie. Pascuzzi chiude l’intervento spiegando che sta per nascere una “rete” con i sindaci degli altri ospedali di montagna col l’obbligo di trovare soluzioni non in contrasto con il PdR.
Mimmo Talarico, si dice convinto che questi territori debbano essere garantiti nei servizi sanitari, poiché prossimi alla desertificazione visto che perdono anche strade, ferrovie, poste e ogni tipo di servizio sociale. “Noi non sosteniamo lo status quo – precisa – ma riteniamo giusta la riorganizzazione che dia una sanità di qualità, ma che va riguardata”. Talarico si auspica che la Corte dei Conti faccia luce sulle spese incomprensibili per dare merito a quegli operatori che vanno avanti con immani sacrifici. Poi aggiunge: “Non siamo contro per partito preso al Piano di Rientro, molti ospedali vanno chiusi così come molti reparti inefficienti, non ha senso mantenere punti nascita con 50 parti, ma questo non deve avvenire con un principio ragionieristico perché il diritto alla salute deve essere garantito in modo perequativo e non negato alle zone interne”.
Infine Talarico pone un quesito a Scopelliti: “Cosa deve fare un abitante di Panettieri se si sente male? La risposta non deve essere: questo è il Piano!

Dopo Talarico, prende la parola il sindaco di Conflenti Giovanni Paola, che chiede ai consiglieri di IDV di intercedere con Leoluca Orlando affinché queste istanze sostenute anche dai sindaci del comprensorio siano portate a Scopelliti. Proposta che nel corso dell’assise prende sempre più corpo quasi da diventare molto probabile.

Gli interventi di Antonello Maida e Nicolino Panedigrano, referenti dei due comitati del lametino, trovano punti di convergenza nella bozza programmatica così come nella disparità di trattamento nei territori provinciali.

Il consigliere regionale del PD, Tonino Scalzo che da tempo difende con altri rappresentanti del suo partito gli ospedali montani, ricorda come tale iniziativa venne bollata a suo tempo come la rivendicazione dei 4 samurai. “Oggi – precisa – siamo diventati pian piano 400 e diventeremo sempre di più”. Anche Scalzo punta l’indice sulle disparità di trattamento territoriale, ma soprattutto, fa notare, come in alcune strutture gli operatori siano in surplus mentre a Soveria si sono creati seri problemi di personale.

Il capogruppo alla regione di IDV, Emilio De Masi, ricorda quando venne da medico a Soveria per comprendere le dinamiche del parto in acqua, il primo ad essere effettuato nella regione o per capire meglio sulle neoplasie intrauterine. “La storia sanitaria – dice De Masi – non va dimenticata, poiché da questi presupposti spesso nasce il futuro”. “Oggi – aggiunge - non sono credibili alcune dinamiche del Piano di Rientro, perché lo stesso è stato originato sul modello di una grande regione del nord, molto diversa dalla nostra. E qui De Masi, promette di farsi promotore dell’iniziativa per coinvolgere Leoluca Orlando, affinché questi territori si riapproprino della loro identità.

Chiude la manifestazione Giuseppe Giordano, membro della commissione sanità della regione, che promette di portare le istanze originatesi nel corso del dibattimento in quella sede.

fonte: COMITATO PRO OSPEDALE DEL REVENTINO

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