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Da giovedì 21 luglio nell’ospedale di Soveria Mannelli si aggiunge un altro tassello di disservizio. La Telecom stacca la linea e i radiogrammi non possono essere inviati all’ospedale di Lamezia Terme. Quest’ultimo, prontamente informato della situazione, garantisce che il problema sarà risolto entro 24 ore, ma la linea viene riallacciata solamente 96 ore dopo. Non si è trattato di un problema di poco conto, perché in questi 5 giorni, sarebbe potuto accadere che un ipotetico signor Rossi sbattendo la testa e andando all’ospedale di Soveria, avrebbe fatto la tac ma il passaggio successivo sarebbe stato quello di ricevere il parere dello specialista di Lamezia. Parere che non sarebbe mai arrivato per l’impossibilità materiale dell’ospedale di Soveria di inviare la tac allo specialista.
Il signor Rossi, giustamente, piuttosto che aspettare un risultato che non avrebbe mai ricevuto, prendendosi tutte le responsabilità, avrebbe deciso di dimettersi con gli auguri da parte della sanità calabrese di pronta guarigione, nella speranza di non accusare sbandamenti, nausea o vomito. In caso contrario ci si affida al santo competente e di sicuro la prossima volta il signor Rossi deciderà di andare direttamente all’ospedale di Lamezia, Cosenza, Catanzaro o altro ospedale privato. Sorpresa: questo non è un caso ipotetico ma un fatto realmente accaduto. Insomma, si fa di tutto per demotivare il paziente facendogli capire che Soveria non ha un ospedale, perché spesso la percezione di un disagio è peggio del disagio in se. In questa direzione di sicuro vanno: l’accumulo caotico di pazienti nel reparto di ortopedia, aperta solo due giorni a settimana (fino alle ore 14:00) e obbligata a ricevere sia visite da ambulatorio che visite di pronto soccorso, accumulatesi durante la settimana; l’assenza della seconda ambulanza di pronto intervento, che da questa settimana non è più in servizio; l’assenza di medicinali, come il Bentelam 4, che non vengono forniti dall’apposita farmacia; ordini di servizio per il trasferimento di infermieri nel 118 del capoluogo.
Insomma, fatti che i nostri politici regionali conoscono bene ma che giustificano, perché sanno che solo debilitando si può arrivare al taglio netto del servizio. Piuttosto che affrontare seriamente il problema decidono di infliggere coltellate non vitali ma che paralizzano il funzionamento del servizio (vedi Ferrovie della Calabria). La conseguenza: i fruitori del determinato servizio non sentendosi garantiti dalla buona gestione dello stesso, decidono di cambiare gestore. Il fine: il calo di pazienti equivale all’impossibilità di mantenere in vita un servizio che non funziona e che ha un basso bacino di utenze. Infatti, l’ospedale di Soveria ha già iniziato a registrare una diminuzione netta di pazienti. Come se non bastasse non è difficile in situazioni del genere il proliferarsi della sanità privata, che considerato anche l’aumento del ticket, si propone a prezzi ancora più elevati.
 
fonte: Il Lametino

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