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Soveria Mannelli - Per la seconda volta il C.O.MO.CAL., il Comitato degli Ospedali di Montagna della Calabria, ha radunato mercoledì scorso, a Palazzo Cimino, i rappresentanti dei Comitati di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli per fare il punto della situazione e promuovere iniziative volte a salvaguardare i contesti montani dagli attacchi dei vari atti aziendali che, supportati dal decreto 106, hanno classato gli ospedali di montagna a meno di un poliambulatorio.
 
«Ci vantiamo di essere i primi esponenti della “resistenza inacculturata”, tanto per rispondere a Gerardo Mancuso, Luigi D’Elia, Luciano Pezzi, Gianluigi Scaffidi, Fulvio Moirano e Gullstrand Ragnar, burocrati regionali e dell’Agenas, che ancora credono che la Calabria sia piatta come un tavolo da biliardo disegnando un piano di rientro ricalcato sul modello emiliano.

Se la cura deve arrivare da una burocrazia che difficilmente conosce le macroaree montane, noi siamo i primi a opporre una resistenza. Una resistenza alla menzogna, poiché abbandonando la sola logica economica, peraltro poco influente in altre realtà contestuali, di recente Gerardo Mancuso, sta decretando la morte di Soveria Mannelli, usando dati e cifre originate in modo pretestuoso e redigendo un’analisi faziosa ed invereconda nel suo complesso. 

Artefici traslati anche nei contesti di Acri, San Giovanni e Serra San Bruno i cui ospedali che sono stati svuotati dalle loro funzioni e che avranno mediamente 25 posti letto a testa, contro ospedali rivieraschi che sono assegnatari di circa 250 posti letto. Per questo lotteremo per avere in montagna ospedali generali, certi che le nostre richieste si possono soddisfare anche in periodo di piena “recessione” del comparto.

Ogni altra valutazione contemplata nei vari atti aziendali non sarebbe altro che una palese presa in giro. In sede di riunione è passata la proposta di contattare Gino Strada, affinché con Emegency venga a installare in "Calabristan" quattro ospedali da campo nelle zone montane.

Sono peraltro in corso consultazioni con i legali per impugnare nel merito il decreto 106, fortemente sperequativo e altamente dannoso proprio per le zone interne della Calabria, ponendole quali aree marginali a ogni processo di riqualificazione sociale. Il primo atto del Comocal, forte dell’adesione di quattro contesti si manifesterà giorno 2 dicembre, a Reggio Calabria, dove indiremo una protesta pacifica ma nello stesso tempo energica, proprio quando in Consiglio Regionale si parlerà di sanità.

Un atto di forza che dimostrerà come una parte di questa terra ha ancora motivi per lottare contro un sistema che evidentemente non riconosce queste ragioni, quelle di chi, subendo già altri “scippi” si vede tagliare scuole, poste, caserme, uffici giudiziari, agenzie delle entrate, enti intermedi, rimanendo peraltro collegati al resto d’Italia con le vecchie strade borboniche, su questo potremo anche mediare ma sulla sanità nessuna mediazione, vista la malafede, sarà da attuabile e condivisa».
 
COMUNICATO STAMPA C.O. MO. CAL.

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