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L’Associazione GdG Eventi di Decollatura, da un paio di anni promuove un’iniziativa per pubblicizzare e dare risalto alle importanti Band Emergenti del territorio. “E’ utile -ci spiega il Presidente Luigi De Grazia- dare visibilità agli artisti emergenti del nostro territorio, e sarà compito dell’Associazione in futuro contattare gli Enti perché questi artisti rappresentano il futuro nel campo musicale”.

I KATRINAI Katrina (inizialmente Katrina Saviors) nascono nel 2007 come power-trio di matrice rock/grunge, iniziando da subito una costante esperienza sui palchi. Nel 2008, dopo aver vinto il RockSummerDay organizzato dall’associazione Culturale Albatros, pubblicano il primo album, ‘Valutando l’essenziale’. Uno dei brani, “L’estasi del Marchese”, viene ben accolto e trasmesso in varie emittenti radiofoniche regionali tra cui, l’unica a livello nazionale, Radio Rai, che lo sceglie come siglia apripista del programma ‘Demo’, condotto da Michael Pergolani e Renato Marengo. Lo stesso singolo viene successivamente scelto per essere inserito nella compilation Mag-Music, nella quale i Katrina Saviors sono presenti insieme ad importanti gruppi dei circuiti underground nazionali.

Nello stesso anno danno il via a un tour dal titolo “Ai confini dell’Estasi” che li vedrà calcare buona parte dei palchi d’Italia e ad esibirsi accanto a band come Marta Sui Tubi, Diaframma, Radici nel Cemento e tanti altri. Il 2009 registra un’altrettanta quantità di concerti, il cd riceve ottime recensioni da diverse webzine italiane, nelle quali si evidenzia sempre la particolare efficienza dei testi e del cantato.

Sul finire del 2009 avviene un cambio all’interno della line-up. Entra alla seconda chitarra Daniele Chiriaco e prende il posto dietro ai tamburi Danilo Perri, sostituendo il precedente batterista. Con questa nuova formazione i Katrina Saviors proseguono l’attività dal vivo. Alla fine del 2010 i Katrina Saviors pubblicano Novella Underground, edito da Suoneria Mediterranea, primo album che li inserisce nella discografia ufficiale, grazie ai maggiori canali di distribuzione e Digital Store quali iTunes. L’EP presenta la band con un sound accuratamente rinnovato e meno acerbo, con notevole maturità nei testi e nelle trame canore, qualitativamente lontano dai suoni sporchi e dalle chitarre rumorose intrise di noise dei primissimi inizi. Il 2011 si apre con la partecipazione all’evento annuale organizzato dalla Show Net di Ruggero Pegna, il Capodanno Giovani a Lamezia Terme, che vede i Katrina Saviors esibirsi prima del concerto di Neffa davanti a circa trentamila persone. Il 28 Gennaio 2011 vincono il Winter Music Contest, presieduto alla giuria dal cantautore calabrese Dario Brunori, per i migliori brani inediti. A Marzo 2011 vengono inseriti in “Generazioni”, album tributo a Umberto Palazzo e i Santo Niente reinterpretando il brano “L’attesa”, insieme a nomi degni di nota dell’attuale scena rock indipendente italiana, come Giorgio Canali, Ilenia Volpe e tantissimi altri, per Disco Dada Records.

Marco Ferrise  voce della bandAlla fine del 2011 presentano il brano “Corso 5”, in gara per le selezioni del Festival di Sanremo, tramite il contest ufficiale Sanremo Social. Dopo un lungo silenzio durato circa due anni, già annunciato precedentemente con lo scioglimento della formazione, la band viene rinnovata con una nuova line-up, per un nuovo percorso artistico.

Marco Ferrise: voce, chitarra elettroacustica Carmine Talarico: chitarra, voci, sint Danilo Perri: batteria, percussioni, pad, grooves Claudio Sacillotti: basso elettrico Il nome della band diventa, più semplicemente, Katrina. E il 2014 vedrà la luce del terzo album, “LFTW – LiveForTheWeb”, un live-studio per il quale i nuovi Katrina hanno deciso di lanciare un operazione on-line e a “low-cost”, una sorta di crowfunding libero e gratuito in cui ogni utente interessato, inviando un-email all’indirizzo della band, riceverà sulla propria posta elettronica l’intero EP composto da sei nuovi brani inediti. Il nuovo album, dai lievissimi richiami mediterranei, rappresenterà anche un ritorno alle origini ricordando i primissimi Katrina ma con un sound ulteriormente migliorato, complice anche la scelta di inserire l’elettronica sperimentando l’utilizzo di sint e pad e per l’approccio del tutto istintivo al tipo di registrazione che viene effettuata in studio, la presa diretta Marco Ferrise, la voce dei “Katrina” risponde alle nostre domande:
  

1) Nei nostri territori la musica è uno strumento di vita, perchè punto di unione per molti giovani. Anche per i Katrina è stato così?
1. Assolutamente. L’idea di costituire una band nasce principalmente da una passione che, per certi versi, funge da valvola di sfogo. I nostri territori offrono ben poco dal punto di vista artistico, non parlo solo del fare musica ma molto più in generale. Difatti non c’è un numero consistente di spazi di aggregazione giovanile. Di veri e propri laboratori dove poter dare il via libera alla propria creatività per avere un confronto, una certa socializzazione, uno scambio di input e di conseguenza un certo riscontro tramite l’organizzazione di stand, fiere o giornate dedicate. I piccoli comuni, ad esempio, sono quelli che potrebbero fare veramente tanto, sembra un utopia ma una cosa del genere aprirebbe nuovi stimoli in un soggetto già debole che basa la propria quotidianità nella frustrazione di essere costretto a vivere in un ambiente che offre ben poco o niente. Non è un caso se ad un certo punto della nostra età anche noi abbiamo preferito rintanarci come lupi per ore ed ore in una sala prove piuttosto che passare interi pomeriggi a fare i “pendolari” in centro.

2) Pensi che le band emergenti abbiano più difficoltà nell'inserirsi nel mondo musicale nella nostra regione?
2. E’ un’ovvia constatazione ormai. Non esiste un caso eclatante di una band emergente calabrese dei nostri tempi che è arrivata in vetta alle classifiche nazionali. Molte band raggiungono ottimi risultati ma manca sempre il definitivo trampolino di lancio. Una frase da non dimenticare mai è quella di un noto artista italiano, che una volta ci disse proprio questo “Non avete né le strutture adeguate, né eventi adatti”. Possiamo prendere l’esempio di quello che è stato il nostro percorso, ricordo sempre che i Katrina sono semplicemente il risultato di altri gruppi e di tanta altra gavetta fatta precedentemente e che comunque è stata intensificata e svolta in modo più accurato da quando abbiamo lanciato il progetto con maggiore determinazione. Sacrifici economici, scelte di vita, sogni interrotti, situazioni in cui abbiamo dormito in auto, furgone, autostrade, autogrill o alloggi improvvisati dall’organizzatore di qualche evento. Nonostante tutto ne siamo contenti. Per questo diciamo spesso che perlomeno non avremo mai rimorsi, perché comunque ci abbiamo sempre provato. Anche questo fa parte del gioco e a noi piace metterci in gioco. E comunque non tutte le colpe sono da attribuire al luogo in cui ci troviamo ma in parte. Per come è messa oggi l’attuale situazione musicale italiana, bisogna pilotare il proprio obiettivo anche verso altre traiettorie.

3) Avete trovato nuovamente un percorso musicale comune?
3. Avevamo annunciato lo scioglimento della precedente formazione e nel frattempo qualcuno di noi ha avuto esperienze musicali totalmente differenti, qualcun altro ha deciso di dare sfogo alla propria creatività in altri campi, non necessariamente musicali. Eravamo rimasti in due, voce e batteria (Marco Ferrise, Danilo Perri) e siccome c’erano delle nuove composizioni che non volevamo assolutamente lasciare a marcire in un cassetto, abbiamo deciso di rimettere su la band con due nuovi compagni di viaggio, Carmine Talarico, che milita già come cantante/chitarrista nel trio rock Les Miserables e che è stato colui che più di tutti ci ha spinto a proseguire e non mollare. E solo successivamente, catapultato dagli anni ottanta a quelli zero, Claudio Sacilotti, ploristrumentista cresciuto a stretto contatto con la new-wave fiorentina avendo vissuto lì in quel periodo così fertile per la musica underground italiana e che ha avuto il privilegio di collaborare con produttori come Gianni Maroccolo e, inevitabilmente, con altri noti musicisti che in quei precisi anni hanno segnato le basi per il lancio del rock made in Italy. Nonostante siamo quattro persone con background molto diversi, non ci è stato molto difficile trovare il percorso musicale comune principalmente per il fatto che non ci siamo posti nessun limite nella realizzazione dei brani o negli arrangiamenti, ognuno ha messo qualcosa della propria personalità all’interno di ogni singola canzone senza importarci se un brano suonava più o meno rock rispetto all’altro. Ci siamo lasciati guidare dall’ispirazione del momento indistintamente. Uno dei fattori più stimolanti è stato che durante le prime prove ci sembrava di suonare insieme da una vita.

4) Cosa vi auspicate per il futuro, avete progetti in cantiere da realizzare?
4. Innanzitutto quello di goderci il lancio di quest’album e di questa nuova sfida, anche promozionale, nel migliore dei modi. L’idea di offrire l’ album al nostro pubblico in maniera del tutto libera e gratuita, di concepirlo con la stessa attitudine di un live, di utilizzare il web in maniera esclusiva; tutto ciò rappresenta per noi un’avventura molto stimolante, in qualche modo ci adeguiamo ai tempi. Per molti discografici o artisti la rete sta rappresentando un problema in termini di vendite e riscontri economici, di questo dobbiamo prenderne atto. Ma noi, anziché lasciarci sopraffare, abbiamo fatto in modo che rappresentasse un’opportunità. C’è, è il mezzo di comunicazione più potente della nostra epoca, molti servizi sono gratuiti, tanto vale usufruirne. Tutto questo deve però avere una svolta con la messa in pratica e cioè con i concerti. Puntiamo principalmente a quelli. E’ quella la nostra dimensione ideale.

 

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