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Lunedì si è svolta l'inaugurazione dei locali ristrutturati e donati dal Comune.
L'attesa è finalmente finita: Decollatura ha un ufficio postale “nuovo di zecca”, quattro sportelli negli spazi confortevoli di piazza Perri ed all'esterno il tanto atteso sportello Bancomat a breve operativo.

La situazione era ormai divenuta insostenibile per il piccolo centro presilano che, dopo l'improvvida chiusura degli sportelli delle frazioni di Adami, Cerrisi e, soprattutto, San Bernardo (frazione con l'utenza maggiore dell'intero paese), si è ritrovato per anni a veder smaltire tutte le operazioni quotidiane in un solo, piccolo ufficio, in cui, nei giorni di sovraffollamento quasi quasi neanche si riusciva a respirare.

Tante sono state le lamentele e le proteste; una anche plateale con un'occupazione pacifica dei locali della vecchia sede, oltretutto ubicata proprio nel bel mezzo di una curva e quindi molto pericolosa per la popolazione.

Così il Comune di Decollatura ha provveduto alla ristrutturazione di un'ala dell'edificio civico in piazza Perri e l'ha donata alla società Poste Spa che ha provveduto ad allestire i locali del nuovo ufficio postale.

Un ufficio decisamente più funzionale e capace di soddisfare i tanti servizi soprattutto per gli anziani.
Quattro sportelli più uno sportello automatico per il bancoposta, tanto spazio e confortevoli posti a sedere per gli astanti, soprattutto anziani, non più costretti a sostenere autentiche maratone per ritirare i pochi soldi che gli spettano.

All'inaugurazione erano presenti, oltre ad un emozionatissimo direttore dell'ufficio, Umberto Molinaro, il direttore provinciale De Marco, il presidente della comunità montana dei monti Reventino, Tiriolo, Mancuso Giacomo Muraca e autorità militari e religiose.

Grande soddisfazione da parte di tutti «perché - è stato ribadito unanimamente - la struttura efficiente deve sposarsi con la carità umana nei confronti di chi, magari non sta bene e deve aspettare per ore il suo turno pure al freddo».

Soddisfazione anche da parte del presidente della Comunità montana, Giacomo Muraca che dopo il nuovo liceo, vede un'altra opera alla quale la comunità montana ha contribuito fattivamente, prendere forma.

Qualche problemino all'avvio della nuova macchina, ma poi tutto è filato liscio e la vita della nuova “posta” ha preso finalmente forma.

fonte: il Quotidiano

 

 

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