Accedi Registrati

Login

Nome utente *
Password *
Ricordami

Registrazione utente

I campi contrassegnati con l'asterisco (*) sono obbligatori.
Nome *
Nome utente *
Password *
Conferma password *
Indirizzo email *
Conferma indirizzo email *
Captcha *

A pensare male si fa peccato ma a volte ci si azzecca.
Lo scorso 21 Settembre 2008 venne pubblicato un articolo riguardante gli edifici scolastici della nostra Regione. Ovviamente non  discuto assolutamente la preparazione degli studenti calabresi, la voglia di essere protagonisti e darsi da fare per combattere le battaglie riguardanti l'istruzione,  siano esse giuste o sbagliate, la voglia di portare avanti il proprio ideale, la voglia di non voler rimanere dietro le quinte.
Ma discuto cosa: che purtroppo gli studenti, gli insegnanti, il personale e tutti coloro che vivono quotidianamente la realtà scolastica non si accorgono (o forse fanno finta di non accorgersi) che intorno sono molto spesso circondati da barriere che non permettono (invece) a ragazzi diversamente abili di essere "liberi" e quindi di vivere la propria vita in modo quantomeno normale.


Nell’ articolo si parlava di "carenze degli edifici scolastici" e pensate un pò 938 gli istituti che accusano problemi su un totale di 1.804 e stando ai dati del 2005-2006, inoltre, in 823 istituti è stata accertata la presenza di barriere architettoniche.  Alle soglie del 2009 si parla ancora di barriere architettoniche e di carenza degli edifici scolastici, che provocano poi, drammi (basti guardare la cronaca recente).

Dicembre, invece, il periodo "simbolo" per la solidarietà, infatti questo è il mese giusto, siamo tutti più buoni, siamo pronti a dare una mano al prossimo.  

Ma purtroppo oggi ci si accorge di quanto sia difficile  lavorare per un cambiamento, in una società dove l’indifferenza regna padrona, dove  tutti speriamo in qualcuno che faccia solidarietà, e siamo bravi a non andare oltre ad un “complimenti per la bella iniziativa”.
Oggi questa sensazione di “menefreghismo”  sta prendendo il predomio, ma io resto fiducioso che i ragazzi, tutte le persone che purtroppo convivono con situazioni di disabilità (che grazie alle barriere architettoniche e alla nostra indifferenza cataloghiamo di Serie B) possano scalare pian piano la salita sino a raggiungere  i punti più alti della  vetta.

E  forse, è meglio talvolta non pensare a  male, perché se pur azzeccandoci si fa sempre “peccato”

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna