Chiesa “ S. Maria Assunta” CasenoveSono giorni di “attesa” per i fedeli della Parrocchia “ S. Maria Assunta” di Casenove, frazione di Decollatura, in merito alla decisione di trasferire il Parroco Don Pasquale Di Cello, presso un’altra Parrocchia del lamentino.
I giovani della comunità decollaturese si sono mobilitati scrivendo una lettera aperta recapitata a Mons. Luigi Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme, allo scopo di far capire le proprie motivazioni e soprattutto esprimere la forte delusione nel “perdere” una persona speciale come Don Pasquale Di Cello «in una società in cui i giovani sono attratti da “falsi” idoli -si legge nella lettera- a Decollatura molti giovani sono attratti dalle fede in Dio e dalla voglia di aiutare il prossimo.
Da qualche giorno l’angoscia ha invaso i nostri cuori, Don Pasquale dovrà abbandonare la nostra Parrocchia, dopo che il Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme ha deciso di trasferirlo in un’altra sede senza fornire spiegazioni. Ma è una cosa di cui non riusciamo a capacitarci.
Fu proprio Don Pasquale a far si che numerosi giovani si riappropriassero dei principi fondamentali della fede cristiana e non capiamo, come mai adesso si debba metter fine ad un percorso formativo del genere, voluto fortemente da Lui».
I giovani proseguono spiegando che «Don Pasquale è uno di noi, un ragazzo come noi che crede in ciò che fa, che opera per mettere in pratica i principi della carità cristiana e per confrontarsi con una società che spesso indirizza il futuro dei ragazzi verso “mete sbagliate”. In questi quattro anni ha creato un bel gruppo di chierichetti, rendendo più divertente e coinvolgente il Catechismo, ha riaperto con successo l’Oratorio(ormai scomparso da anni), ha usato tanta strategia per far avvicinare i moltissimi giovani alla fede, ha partecipato insieme a noi al campeggio, rendendosi partecipe e facendoci capire in vero significato dello stare insieme e del vivere l’uno per l’altro.
«Don Pasquale -proseguono- è stato colui che ha portato a far conoscere alla comunità la figura di “San Francesco di Paola”, riuscendo a costruire in Parrocchia un piccolo gruppo di “Terziari”; con la sua capacità e la sua voglia di fare è riuscito ad ottenere dei finanziamenti per acquistare e restaurare un edificio attiguo alla Chiesa, per poterlo utilizzare nelle attività pastorali, ma addirittura per metterlo a disposizione della comunità cristiana».

Infine spiegano i fedeli «Abbiamo recapitato alla Cortese attenzione del Vescovo due lettere, una del Consiglio Pastorale e l’altra di significativa importanza dei Chierichetti e dei ragazzi del Catechismo, ancora ad oggi nessuna risposta».

«Ci chiediamo: che senso ha lavorare per ciò che si crede, se tanto ci sarà sempre qualcuno che t’impedirà di realizzare i tuoi sogni?». Il modo migliore per gestire la propria vita è quello di toccare la vita degli altri con amore e con un sorriso, per questo non si accetta in contrapposizione un silenzio prolungato e “arido” da chi dovrebbe conoscere il significato del Dono e dell’Amore per il prossimo.