Chiesa S. Maria Assunta Casenove foto di Peppino Greco
Oggi è ancora importante la figura di un sacerdote fisso nella parrocchia? Se lo e’, quanto è importante?

Un sacerdote può essere anche un  amico?

 Il Santo Padre Benedetto XVI  tramite la Segreteria del Vaticano, qualche giorno fa ha inviato la Benedizione ad una nostra Parrocchiana, in risposta ad una sua precedente lettera inviatagli nei giorni di particolare “emozione“ a seguito del trasferimento di Don Pasquale; benedizione che riportiamo testualmente:   

 

"Gentile Signora,

 è pervenuta recentemente al Sommo Pontefice la cortese lettera, con la quale Ella Gli manifesta filiale devozione, esponendo altresì un particolare problema.

          Sua Santità ringrazia per il devoto gesto, segno di spirituale vicinanza, e, mentre esorta a confidare nella Provvidenza divina, L’affida alla materna protezione della Vergine Santa e di cuore invia la Sua Benedizione, pegno di grazia e di ogni desiderato bene, volentieri estendendola alle persone care.
Con sensi di distinto ossequio mi confermo.    dev.mo nel Signore Mos…… ”


   La “mamma”, nel sottolineare l’importanza di avere per la nostra Parrocchia un sacerdote “fisso” sempre pronto e disponibile vicino alla gente, ha evidenziato sia quel particolare legame che don Pasquale aveva saputo e voluto creare nella nostra comunità, sia quel legame che aveva intrapreso con i nostri bambini sottolineando l’interessamento personale per quelli che per il loro disagio sociale avevano trovato in lui una “persona speciale”.

   La cortese e graditissima lettera ricevuta,  ci riempie di gioia , ci fa capire che le nostre parole dette in occasione dell’incontro avvenuto in Diocesi con il Vicario  l’11 Novembre u.s., non erano sbagliate, non volevano affatto dire (come qualche parrocchiano ha sostenuto  “non obbedienza” ), è stato infatti giusto chiedere soluzioni alternative, e chiederle a nome di tutta la comunità con 750 firme allegate alla  “lettera” inviata al Vescovo il 3 Novembre u.s., come è stata anche giusta la lettera dei giovani e dei chierichetti.

   Segno di spirituale vicinanza, è proprio quel segno di spirituale vicinanza e di Amore per la Chiesa Madre che ci ha visti uniti nel chiedere altre soluzioni,  che non sono venute, ma che ci deve tenere ancora più uniti nel richiedere un sacerdote fisso per la Parrocchia Santa Maria Assunta di Casenove.

   Viviamo in un contesto dove è troppo facile rompere gli equilibri, basta guardare alla disgregazione di tante famiglie e se consideriamo la Chiesa come la “Grande Famiglia di Dio” quando viene a mancare nella parrocchia la guida del “pastore” è facile perdere la giusta via.

   Chi ha Fede continuerà il cammino anche se con difficoltà, riporto quanto ci ha detto don Pasquale il 21 Novembre nell’omelia di saluto “Gli uomini passano, i sacerdoti vanno e vengono, ma la fede in Cristo rimane siate forti continuate ad amare quel Cristo come io vi ho insegnato… forse più di prima… ed aiutate chi verrà al posto mio…”

   Noi come comunità eravamo pronti ad accogliere ed aiutare chi avrebbe sostituito don Pasquale ma fino ad oggi le nostre richieste sono state vane. Continuiamo, ad un mese di distanza, ad avere il nostro  “Amministratore Pastorale”  il quale, come sottolineato più volte, sta portando avanti, con obiettivi sacrifici la “gestione” delle due parrocchie.

   Qualcuno ha scritto “quella di don Pasquale, come quella di tutti i religiosi, è una missione da compiere nel nome del Signore ed essere missionari non significa stabilirsi definitivamente in un Paese…” pienamente d’accordo:  

-        ma chi stabilisce che una missione è finita?

-        come si può spiegare a quei bambini a quelli con i quali aveva instaurato un particolare legame che don Pasquale è stato trasferito perché li c’è chi ha più bisogno?

-          Chi li ha accompagnati nella cerimonia di insediamento ha potuto vedere i pianti e la difficoltà per  tranquillizzarli!   Se la sua missione era veramente finita oggi, dopo quasi un mese, non se ne parlerebbe più!  Eppure è palese la sua mancanza, se ne parla, se ne discute e ciò è una cosa bella, perché stiamo discutendo con garbo sull’importanza e sul ruolo che ha avuto nella nostra comunità nei quattro anni che è stato con noi. Possiamo dire per usare le parole del nostro Vescovo “che lo abbiamo amato e rispettato” e...  cercato di custodirlo fino a che ci è stato concesso.

Ogni medaglia ha due facce, probabilmente a Miglierina (CZ) vi era una realtà più difficile, quindi per quei fedeli aver trasferito lì Don Pasquale è stata certamente una Provvidenza, mentre per noi è stato uno sconforto, un forte “sradicamento” per usare la parola detta proprio da don Pasquale nell’omelia di insediamento : mi scuserà... ma devo dire di essere stato sradicato dai Decollaturesi ai quali va il mio saluto...”.

Ad oggi non comprendiamo alcune scelte. Crediamo che dobbiamo garbatamente anche noi chiedere “il nostro punto di riferimento” perché è una cosa giusta, dobbiamo farlo soprattutto a nome di quelle persone che non hanno voce, ma che sono persone con un’anima e con un cuore e che necessitano di quell’aiuto e di quella vicinanza che solo un sacerdote vicino alla gente può dare.  

Ritenendo che la nostra dimostrazione era nel “giusto”, per usare le parole di conforto che ci sono pervenute, “confideremo sempre nella Provvidenza Divina”.

 

Si ringrazia tutti coloro che intendono interloquire, provando a dare qualche risposta, qualche parere, chiedendo di farlo con i dovuti modi. (come da Policy dei Commenti) .