Martedì 10 agosto è stata inaugurata “la baracca” a Gesariello. Nuova apertura del servizio bar con buona parte dello spazio aperto circostante.
Nel 2002 la vecchia struttura fu vittima di un incendio che ne portò la completa distruzione, così Decollatura perse uno dei luoghi di ritrovo più frequentati. Da allora per diversi anni i ruderi ed i resti dell’incendio restarono come monumento a tutto ciò che quel luogo aveva rappresentato per ognuno di noi. Il sentimento di sconforto e di tristezza era forte in tutti coloro che avevano trascorso parte della loro vita in quel luogo.

L’associazionismo ha portato alcuni di noi a frequentare quella zona e ad avere contatti col proprietario dell’immobile. Ad un ristretto gruppo è balenata l’idea di formare una società e ricostruire la baracca. Il gruppo ristretto si è presto allargato e nel giro di qualche mese, con successive riunioni, si è assestato e consolidato tra coloro che hanno creduto nell’idea e hanno espresso la volontà di dare un apporto in termini economici e di collaborazione.

Siamo partiti in 12. Costituita la “Gesariellu s.r.l.” abbiamo subito dato avvio alle fasi di progettazione e lavoro. Le difficoltà non sono state poche però abbiamo vinto la nostra sfida: siamo arrivati tutti insieme al 10 di agosto scorso ad aprire il nostro locale. Ancora è incompleto ma speriamo presto di offrire a tutti “la baracca” completa di pizzeria, come quella di una volta e anche di più.

Non tanto dagli auguri ma dai tantissimi ringraziamenti abbiamo capito di aver fatto bene. Ancora ci sono delle inefficienze di struttura e di gestione ma ciò che è più importante è aver restituito a Decollatura, ai decollaturesi e a tutto il comprensorio quel luogo, che prima che un locale rappresenta un ritrovo.

Infinita la soddisfazione di vedere giocare decine di bambini nel parco giochi con intorno i genitori tranquillamente seduti a chiacchierare; impagabile la gioia di ricevere i ringraziamenti da amici e conoscenti; il piacere di notare che gli abitanti del villaggio, turisti occasionali e non, hanno seguito passo passo la costruzione, sono stati tra i primi a chiedere di vederla completa e ne aspettavano con più ansia di tutti l’apertura; il compiacimento di osservare come gli ospiti con naturalezza si sono appropriati del luogo: bimbi che hanno improvvisato un campo di calcio, persone sedute sui muretti e sulle pietre, le richieste di un juke-box o del bigliardino. Tutti sintomi che in quel luogo tutti si sentono un po’ a casa propria e lo vogliono vivere a modo loro.

Spero che continui così come è cominciata e che possa essere una valida occupazione per qualcuno e possa diventare anche un luogo di crescita sociale e culturale e soprattutto di "ritrovo" per tutto il territorio.