Decollatura: duecento anni di intensa storia.
Dai moti carbonari ai primi del ’900

di FULVIO MAZZA
tratto da Storicittà N. 108

Il Risorgimento e il generale Francesco Stocco — I provvedimenti antiecclesiastici assunti all’inizio dell’Ottocento durante il periodo francese, favoriscono l’emergere di ostilità nei confronti dello stato murattiano. Molti sacerdoti aderiscono alla carboneria, che in provincia di Cosenza assume un carattere duramente antifrancese.
Così, Francesco Chiodo, arciprete di Feroleto, si iscrive alla vendita carbonara del casino Stocchi di Decollatura; analogamente, risultano carbonari Michele Sirianni, parroco di Cerrisi e Bernardo Adami, parroco di Adami.
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Statua del generale Francesco Stocco.
L’adesione alla società segreta è, peraltro, favorita dalla circolazione, nel corso del 1814, di false informazioni secondo le quali la società era stata approvata dal papa. Solo nel 1821, quando la carboneria diventa protagonista dei moti costituzionali, papa Pio VII emana la bolla Ecclesiam con la quale la società segreta viene condannata e i sacerdoti aderenti sono costretti ad abiurare. [14] D’altra parte, la diffusione delle idee liberali presso la popolazione di Decollatura è, altresì, favorita dalla contestazione di cui esse si fanno portatrici nei confronti della proprietà ecclesiastica. Nel 1833, il collegamento tra liberalismo e contestazione della presenza economica della chiesa viene sottolineato in un atto del notaio Astorino. Esso conclude una lunga vertenza giudiziaria tra un centinaio di enfiteuti di beni ecclesiastici del fondo Romano e il vescovo di Nicastro (la diocesi di Martirano era stata infatti, nel frattempo, soppressa e la sua giurisdizione era passata al titolare della diocesi di Nicastro).[15]
Nel periodo risorgimentale emergono personalità politiche appartenenti al ceto politico–economico liberale; fra tutte emerge la famiglia Cianflone. È però Francesco Stocco il personaggio più celebre. È già nel 1848 una delle guide politiche e militari del moto costituzionale svoltosi nel Regno delle Due Sicilie. Ma è soprattutto con Garibaldi nella spedizione dei Mille nel 1860.
Il generale Stocco nasce a Decollatura nel 1806. A Napoli aderisce alle idealità democratiche della setta I figlioli della Giovine Italia, fondata da Benedetto Musolino, e per questo viene imprigionato nel 1847 e liberato dopo la concessione della costituzione da parte di re Ferdinando II. Ritorna in Calabria dopo la svolta anticostituzionale e la battaglia del 15 maggio per le strade di Napoli. In Calabria, il Comitato costituzionale antiborbonico gli dà la guida di un reparto militare e Stocco riesce a radunare circa trecento volontari, molti dei quali tra i suoi compaesani di Decollatura. Con tali forze tenta di contrastare, nella battaglia di Maida, le truppe del generale filoborbonico Nunziante. Dopo la sconfitta dei rivoluzionari, Stocco è condannato a morte in contumacia e deve fuggire a Malta, prima, e rifugiarsi a Genova, poi. Da qui, nel 1860, si unisce alla spedizione di Garibaldi e si distingue nella battaglia di Calatafimi, in Sicilia, dove viene ferito. È poi al comando dei garibaldini che — proprio al confine fra Decollatura e Soveria Mannelli — accettano la resa delle ben più poderose truppe borboniche. Dopo l’Unità è eletto deputato per l’VIII legislatura e successivamente è rieletto, ma si dimette e rientra in Calabria dove muore nel 1880.[16]
L’evoluzione civile ottocentesca — Nel corso della prima metà dell’Ottocento il nuovo comune di Decollatura vede aumentare ulteriormente la sua popolazione. Gli ampi spazi montani, alle falde del monte Reventino, sono occupati in misura ormai cospicua. Nel 1815 conta 2.188 abitanti, con un aumento, dunque, modesto rispetto al dato del 1764, ma già dieci anni dopo conta 2.863 abitanti, e 4.331 nel 1849.
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  Coppia di emigrati decollaturesi in America negli
  anni Venti. Trattasi di Antonio e Rosa Scalzo.
L’aumento in venticinque anni di circa 1.500 persone, non giustificabile con fattori demografici in senso stretto, è da considerarsi come risultato di ulteriori processi migratori da parte di contadini provenienti dai centri vicini. Superata la soglia dei 4.000 abitanti, il rapporto tra popolazione e risorse è divenuto non dissimile da quello esistente nei centri vicini e la crescita della popolazione assume un andamento fisiologico.
Così all’avvio del Novecento gli abitanti di Decollatura sono 5.599, con un aumento di circa 1.200 abitanti.[17] Il fatto di avere raggiunto una dimensione demografica che lo pone tra i centri medi della Calabria favorisce, naturalmente, nella seconda metà dell’Ottocento la richiesta e la realizzazione di importanti opere pubbliche che elevano il tono civile della vita del villaggio. Negli ultimi vent’anni dell’Ottocento si realizza la strada nazionale ed il sistema stradale tra le diverse frazioni che costituiscono la cittadina. Nello stesso periodo, grazie a mutui ottenuti dalla Cassa depositi e prestiti, si possono aprire due scuole elementari, una a San Bernardo e l’altra ad Adami. Nel 1888, infine, il Consiglio comunale delibera una spesa di 150 lire per l’impianto di lumi nella frazione Cerrisi, a condizione che gli abitanti si impegnino alla manutenzione.[18]
Il primo Novecento: il frazionismo delle frazioni — Nel corso del Novecento, a somiglianza di molti centri interni e montani della Calabria, Decollatura non prosegue affatto nella crescita demografica che l’aveva caratterizzata nel corso del secolo precedente.
Il livello demografico raggiunto agli inizi di secolo si dimostra troppo elevato per le risorse del territorio e, già nel 1911, c’è una diminuzione della popolazione come risultato dell’avvio di un apprezzabile processo migratorio. Il fenomeno si attenua nei decenni successivi, prima a causa della guerra mondiale, poi per le politiche restrittive nei confronti dell’emigrazione poste in essere sia dal governo fascista, sia da paesi di arrivo, in particolare dagli USA.
Di conseguenza l’aumento demografico riprende, sia pure in forma moderata, e la popolazione raggiunge all’indomani della seconda guerra mondiale 5.680 abitanti, portandosi un po’ al di sopra dei livelli raggiunti a fine Ottocento. Ma a partire dagli anni Cinquanta la nuova situazione nazionale ed internazionale favorisce la ripresa del processo migratorio e la popolazione di Decollatura, nello spazio di un trentennio precipita fino a una cifra di poco superiore ai 4.000 abitanti.[19]
Prosegue, invece, e si accelera alquanto la dotazione di servizi civili. Dopo l’avvio ottocentesco, nascerà un vero e articolato sistema scolastico pubblico. Nel 1930 a Casenuove verrà inaugurato un importante edificio per la scuola primaria e, dopo lunghe pressioni da parte delle istituzioni comunali, nel 1948 verrà aperta una sezione di scuola media inferiore, ospitata nel medesimo luogo. Sarà del 1960 il progetto di un moderna struttura per accogliere la scuola media.
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San Bernardo, 1927 circa. La fiera del 20 settembre.
La rivalità tra le diverse frazioni che costituiscono Decollatura si fa particolarmente sentire all’inizio del Novecento. Il non avere un centro effettivo e riconosciuto, alimenta anche futili campanilismi. Uno di questi rallenta, e non poco, i piani per un acquedotto in grado di servire tutta la comunità.
Tale progetto, predisposto fin dal 1910, è poi compiutamente realizzato solo nel 1968, con il collaudo dei tre lotti in cui l’opera fu divisa. Non diversa sorte ha la realizzazione del sistema fognante, che deve attendere la seconda metà del secolo. Solo nel 1970 le diverse frazioni saranno adeguatamente servite da questa importante opera di civiltà. Più snelli i tempi per l’impianto della luce elettrica, poiché — se il primo progetto di illuminazione elettrica pubblica è deliberato nel 1918 — quindici anni più tardi il podestà decide il progetto di convenzione con una società produttrice.[20]
Dal punto di vista politico, nel corso del Novecento, la vita comunale è caratterizzata da una notevole dialettica politica, tanto che alla guida del comune si succedono forze di diverso orientamento. Il considerevole ricambio politico, determinato da un elettorato vario e frazionato, non si traduce però in una gestione frammentaria della vita municipale. Le scelte elettorali della popolazione vengono generalmente rispettate e le amministrazioni comunali raggiungono regolarmente la conclusione del loro mandato.[21]
Fine 2ª parte • Continua
 
 
 

 
 
 
 
NOTE.
14. IVI, pag. 77.
15. IVI, pag. 109.
16. La partecipazione di un decollaturese a due rivoluzioni: Francesco Stocco, in AV.VV., Decollatura e Motta S. Lucia, Grafica Reventino, Decollatura, 1980, pagg. 82-88.
17. I dati della popolazione in età preunitaria sono in G. VALENTE, Dizionario, op. cit., alla voce; il dato relativo al 1901 è in La popolazione attraverso i censimenti, in AA.VV., Decollatura, op. cit., pag. 37.
18. Per le delibere del Consiglio comunale, cfr. AA.VV., Decollatura, op. cit. pp. 61 sgg.
19. Cfr. La popolazione attraverso i censimenti, in AA.VV., Decollatura, op. cit., pag. 37.
20. Cfr. AA.VV., Decollatura, op. cit. pagg. 61 sgg.
21. Sulla vita politica locale in età prefascista, cfr. ivi, pp. 155-159. I dati ricavabili da questa pubblicazione presentano alcune imprecisioni dovute essenzialmente al fatto che si sino basate sulla memorialistica. La nostra analisi su tali avvenimenti è stata invece effettuata sui documenti presenti, in ARCHIVIO DI STATO CATANZARO (da ora Ascz), Gabinetto di Prefettura, b. 325, Decollatura, 1918-1926, carte sciolte. I documenti di tale busta non sono stati riordinati. Ciò significa che, per potere analizzare le vicende politiche comunali, abbiamo dovuto preliminarmente effettuare un riordino archivistico.