Nuove fonti archivistiche sulla figura del patriota Francesco Stocco

di MARIO GALLO
tratto da Storicittà N. 129

Ampie ed autorevoli sono le fonti bibliografiche su Francesco Stocco, efficacemente definito da Gaetano Boca (Contributo della Calabria al Risorgimento Italiano, Grafica Reventino Editrice, Decollatura, 1982; pag. 293): «[…] artefice numero uno del Risorgimento calabrese; figura di uomo onesto, di patriota eletto, di condottiero». Basti ricordare almeno due pubblicazioni specifiche: L’Elogio funebre del generale Francesco Stocco letto dal filosofo Francesco Fiorentino il 5 marzo 1881 in occasione dei pubblici funerali celebrati a Catanzaro a cura dell’Amministrazione Provinciale, e stampato a spese del Municipio di Nicastro (Napoli, Tip. Morano, 1881); e Il Discorso per l’inaugurazione del Monumento al Generale Francesco Stocco pronunciato il 20 settembre 1898 dal senatore Giuseppe Rossi, Presidente del Consiglio Provinciale, già combattente nelle file dei rivoltosi calabresi comandati da Francesco Stocco nel 1848 (edito a Catanzaro, Tipografia del Calabro, 1898).
Numerose sono le notizie che sul generale garibaldino si possono ricavare anche dalla consultazione della ricca bibliografia sulla storia risorgimentale calabrese, e che in misura rilevante sono contenute negli scritti di tanti autori.
Oggi, grazie alla nuova documentazione archivistica emersa dalla consultazione delle Carte della Famiglia Stocco di Decollatura, la figura di questo patriota si arricchisce di significativi ed inediti aspetti storici. È doveroso sottolineare la disponibilità di questi discendenti della piú antica e prestigiosa famiglia di Decollatura i quali non si sono fatti condizionare da altre esperienze dall’esito quanto meno sconfortante.
124-02
Busto di Francesco Stocco
Tra queste nuove fonti, riportiamo un significativo documento custodito presso l’Archivio di Stato di Catanzaro. Si tratta della Consegna del Monumento del Generale Francesco Stocco alla Rappresentanza Municipale di Catanzaro, rogata dal Notaio Alfonso Menichini il 20 settembre 1898 (Repertorio 3737, Reg. il 24 settembre 1898, Libro 1° – Vol. 80 – Folio 189, n. 323): «Regnando Umberto Primo per Grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia
L’anno milleottocentonovantotto il giorno venti Settembre in Catanzaro nella Piazza Indipendenza. Avanti di me Notar Cavaliere Alfonso Menichini residente in Catanzaro […]; ed alla presenza dei testimoni Onorevoli Senatori del Regno Commendatore Giuseppe Rossi fu Salvatore e Commendatore Leonardo Larussa fu Ignazio, nati e domiciliati in Catanzaro; Onorevoli Deputati al Parlamento Nazionale Pasquale Murmura fu Lorenzo, nato e domiciliato in Monteleone; Commendatore Alfonso Lucifero di Antonio, nato e domiciliato in Cotrone; Giuseppe Rossi Milano di Annibale, nato a San Floro e domiciliato in Catanzaro; Commendatore Carlo Sanseverino fu Saverio, nato a Marcellinara e domiciliato in Catanzaro; e Marchese Carlo d’Ippolito fu Eduardo, nato e domiciliato in Nicastro.
Si sono costituiti: il Presidente (Giuseppe Martelli) ed i componenti la Deputazione Provinciale di Catanzaro: Domenico Antonio-Chimirri, Francesco Laratta, Raffaele Lombardi Comite, Camillo Pavone, Giuseppe Giuranna, Francesco Burza, Francesco Bova e Giovanni Scalfaro; il Sindaco (Marchese Raffaele Mottola) ed i componenti la Giunta Comunale di Catanzaro: Filippo Catanzaro, Antonio Colosimo, Saverio Sinopoli e Lorenzo Pucci.
Asseriscono le parti che la Rappresentanza Provinciale, con deliberazione del dì 19 novembre 1880, volendo assolvere il debito di onorare la memoria dell’illustre Patriotta Generale Francesco Stocco, che aveva cessato di vivere in Nicastro nel dí 8 novembre 1880, stabilí d’innalzare nel capoluogo della Provincia un monumento all’insigne uomo, decoro e lustro di questa Provincia, strenuo campione e propugnatore del nazionale riscatto. All’uopo stanziava nel proprio bilancio la somma di Lire 15.000, incaricando la Deputazione Provinciale di costituire un Comitato per promuovere e raccogliere pubbliche e private offerte, in questa e nelle Provincie sorelle, e coadiuvare l’opera della Deputazione stessa per tradurre in atto il voto del Consiglio Provinciale.
129-02
Il monumento dedicato a Francesco Stocco in Piazza Indipendenza a
Catanzaro, negli anni Venti del Novecento. Fototeca Storicittà.
Il Comitato fu costituito fra i piú benemeriti patriotti, Senatori, Deputati e Sindaci delle principali città delle provincie calabresi, sotto la Presidenza del Senatore Giuseppe Rossi, antico compagno d’arme del Generale Stocco, meritevolissimo Presidente del Consiglio Provinciale.
Che posteriormente, nel 24 novembre 1889, dietro bandito pubblico concorso, la Deputazione Provinciale procedeva alla stipula del contratto per la erezione del monumento con lo insigne scultore Giuseppe Scerbo da Polistena, il cui bozzetto dalla Commissione […] era stato prescelto fra tutti gli altri presentati dai concorrenti.
Che infine la Deputazione stessa ed il Comitato promotore, dopo superati infiniti ostacoli che indugiarono la esecuzione e la inaugurazione, possono oggi esser paghi di aver soddisfatto il voto del Consiglio Provinciale, interprete del sentimento di tutte le popolazioni calabresi, che nel nome amato e venerato del Generale Francesco Stocco, hanno sempre identificato i ricordi dei moti del 1848 e del 1860 in Calabria, il cui trionfo assicurò la conquista della libertà e della indipendenza italiana.
La Deputazione Provinciale ed il Comitato promotore hanno di accordo col Sindaco e col Municipio di Catanzaro prescelto la Piazza dell’Indipendenza, sita all’ingresso della Città, come il posto piú conveniente per elevarsi la Statua, ed hanno stabilito questo giorno 20 settembre 1898 per inaugurarla, come infatti è stata inaugurata oggi stesso, alla presenza del Consiglio Provinciale, del Municipio di Catanzaro, di tutti i Sindaci delle Provincia, dei vecchi compagni d’arme del Generale Stocco, e di tutte le autorità politiche, civili e militari intervenute.
Ed in seguito alla fatta inaugurazione i costituiti Presidente Cavaliere Martelli e componenti la Deputazione Provinciale di Catanzaro, col presente atto, consegnano la statua eretta in onore ed in ricordanza del Generale Francesco Stocco al Municipio ed alla Cittadinanza di Catanzaro, ed affidano la conservazione di essa al culto ed alla religione, che per le patrie memorie furon sempre vivi in questa Città.
129-03
Il varo del cacciatorpediniere «Francesco Stocco» a Fiume nel 1918.
Verrà affondato nel 1943 dai tedeschi.
Il costituito Sindaco Marchese Raffaele Mottola e la costituita Giunta Comunale, quali rappresentanti del Municipio e della Città di Catanzaro, ricevono ed accettano la consegna ad essi fatta della Statua eretta al Generale Francesco Stocco, e promettono conservarla e mantenerla con cura gelosa, degna dell’uomo che si volle meritatamente onorare, e della Città fatta segno di cosí nobile distinazione, e custodirla come simbolo del patriottismo calabrese, e come auspicio che a questo esempio, cosí puro di cittadine virtú, si ispirino le venture generazioni della contrada calabrese […]» La nuova documentazione storica raccolta, verte intorno a precise argomentazioni, di cui anticipiamo le risultanze alle quali la ricerca medesima è pervenuta. I punti in questione sono sei.
A — La maturazione politica di Francesco Stocco segue un percorso in perfetta coerenza con quello della sua famiglia: così come la famiglia Stocco, titolata e benestante, di profonda fede filoborbonica dimostrata nel corso degli eventi del 1799 e durante l’occupazione francese del Regno di Napoli (1806-1814), avrebbe potuto giovarsi dal mantenimento del Regno delle Due Sicilie, ma si espone a favore delle riforme liberali nel 1848 ed aderisce al movimento rivoluzionario unitario del 1860 mettendo ancora una volta a rischio tutte le sue sostanze; allo stesso modo Francesco Stocco, tenuto a battesimo dal Re Francesco I di Borbone, è pronto a rinunciare alle agevoli prospettive di carriera politico – militare offertegli concretamente dalla corte borbonica e, come tanti altri giovani liberali, s’impegna prima per  l’ammodernamento dello stato
borbonico e poi per il suo superamento e per il conseguimento dell’unità nazionale.
Il percorso della famiglia Stocco è simile a quello della famiglia Cianflone, altro illustre casato di Decollatura, e a quello di tantissime altre famiglie meridionali che hanno compreso l’inadeguatezza della struttura politico-amministrativa e l’arretratezza del sistema economico del Regno delle Due Sicilie.
B — L’azione politico-militare svolta da Francesco Stocco nel movimento rivoluzionario del 1848 e la sua partecipazione ai fatti d’arme che in quell’anno hanno interessato la Provincia di Catanzaro ed il Lametino in particolare, hanno dato esiti deludenti non per l’incapacità di Stocco o di altri, non per mancanza di coraggio o per limitata perizia militare di questi o di quello, ma perché i tempi non erano maturi; nel 1848 i tempi non erano maturi cosí come non erano mature le situazioni politiche nelle quali si sono verificati tutti i moti carbonari, tutti i moti mazziniani; per motivazioni analoghe sono andati drammaticamente a vuoto i tentativi dei fratelli Bandiera e di Carlo Pisacane.
129-04
Veduta di Piazza «Francesco Stocco» a Nicastro, ripresa
negli anni Trenta durante una manifestazione fascista.
Basti a questo proposito sottolineare il fatto che, sulla base della deformante ottica fondata esclusivamente sull’acquisizione di risultati concreti, non soltanto l’azione dei rivoltosi calabresi  del 1848 ma persino l’intera opera politica di Giuseppe Mazzini sembrerebbe inutile.
C — La partecipazione di Francesco Stocco alla Spedizione dei Mille si colloca al massimo livello: uno dei sette capitani dei Mille alla partenza da Quarto e comandante della Terza Compagnia, ferito ad un braccio nella storica battaglia di Calatafimi, responsabile dell’importantissima operazione militare conclusasi a Soveria Mannelli il 30 agosto 1860 con la conseguente apertura della strada per Napoli, combattente nella battaglia decisiva sul Volturno alla testa delle Divisione calabrese, ed infine Maggiore Generale dell’Esercito Meridionale.
D — La resa dei diecimila soldati borbonici comandati da Ghio a Soneria Mannelli, avvenuta all’alba del 30 agosto 1860 — è nostra opinione — è frutto di una diplomatica trattativa politica piú che di un’operazione militare.
E — La delusione di Francesco Stocco — benché confermato nel suo grado ed inquadrato nell’Esercito Italiano, benché deputato al Parlamento Nazionale — non è dissimile dalla delusione storica e dalla crisi politica di quanti, dopo aver lottato per l’Unità d’Italia ed averla sognata diversa, si sono poi trovati ad assistere ad un’azione di Governo e a fatti per nulla soddisfacenti.
F — L’operato di Francesco Stocco ha destato ammirazione tra tanti cittadini ed ha mosso a ricordarla il Comune di Decollatura (sua terra di origine), il Comune di Nicastro, il Comune di Catanzaro e l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro; il Governo nazionale al generale garibaldino ha voluto intestare un Cacciatorpediniere che ha avuto un ruolo rilevante nella operazioni conclusive della Grande Guerra e che è stato affondato dai Tedeschi nel 1943.