I caduti di Decollatura nel corso della Prima Guerra mondiale

di MASSIMO IANNICELLI
tratto da Storicittà N. 144

Il tributo pagato con il sangue da Decollatura, nel corso della Prima Guerra mondiale, fu alquanto oneroso: tra il 1915 ed il 1918, caddero ben quarantacinque suoi figli di cui dieci per malattia: tra questi, un sottotenente (Camillo Tomaino), due sergenti (Vincenzo Puglisi e Francesco Marasco) e due caporal maggiori (Santo Molinaro e Antonio Scalzo).
Ovunque in Italia, anche nel più piccolo e sperduto paesino, vennero realizzati dei monumenti che rendessero onore e memoria alle migliaia di caduti, immolatisi durante quel rovinoso conflitto di trincea.
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Come si presentava il Monumento ai Caduti
della I Guerra Mondiale di Decollatura appena
dopo l’inaugurazione. Collezione Antonio Raffaele.
Anche la cittadina di Decollatura non fu da meno: agli inizi degli anni Venti sorse un apposito comitato per la raccolta di fondi da destinare alla realizzazione di uno splendido monumento, che ancora oggi sorge nella frazione San Bernardo.
L’opera, scolpita in marmo bianco, è in perfetta sintonia con lo stile patriottico e simbolico di quegli anni: è realizzata da una stele sulla cui sommità si erge una fiamma, simboleggiante la vita e l’ardore patriottico che non possono mai essere spenti. Su un lato è scolpito un soldato ferito, con una spada spezzata e un serto di allori in pugno, simbolo di vittoria e di resistenza al nemico.
Sugli altri lati, furono incisi i nomi dei caduti decollaturesi. Con gli anni sono stati aggiunti i nomi dei caduti delle guerre di Spagna, d’Etiopia e della II Guerra mondiale, comprese le vittime civili.
Nel 1921, l’Amministrazione Comunale di Decollatura, commissionò ad un fotografo viennese, tale Emanuele Pfefferkorn (proprio un austriaco, fino a poco tempo addietro considerato un nemico, sconfitto in trincea), la realizzazione di un collage fotografico con i ritratti dei propri caduti. Ne vennero prodotte poche copie, destinate principalmente ai familiari. Ed è proprio in una di queste che si è imbattuto qualche tempo fa il nostro collaboratore Antonio Raffaele, in occasione di un mercatino d’antiquariato a Firenze. Il documento — è superfluo sottolinearlo — risulta di notevole valore storico.
L’unica nota dolente, è che allora non fu possibile reperire per tutti i caduti i relativi fotoritratti; si tratta nelle fattispecie dei soldati Francesco Bonacci, Giuseppe e Gesualdo Costanzo, Pietro Antonio Marasco, Francescoantonio Nero, Felice Pingitore, Felice Pascuzzo, Tommaso, Domenico e Giuseppe Perri, Stefano Aiello.
Fu così anche per Elvidio Borelli da Nicastro, unica Medaglia d’Oro del Lamentino del quale non esisteva un ritratto fotografico. Solo dopo la morte, il suo volto venne ricostruito mediante identikit attraverso le descrizioni somatiche fornite
dal cugino omonimo.
Di seguito, vengono riprodotti i ritratti dei caduti in rigoroso ordine alfabetico.
Abbiamo tuttavia registrato alcune discrepanze tra i nominativi delle foto e quelli della lapide sul monumento. In particolare, pur esistendo la foto, il nome di Giuseppe Adamo non compare sulla stele.
Altri dati non corrispondenti sono indicati nelle didascalie delle foto.
Infine, nonostante le ricerche, non è stato sempre possibile precisare le paternità (soprattutto per quanto attiene alle omonimie) e gli altri dati anagrafici, quali l’anno di nascita e di morte che avrebbero meglio completato il quadro finale.

 

 

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ADAMO Giuseppe
(nome mancante sulla lapide del Monumento)
 
ADAMO Raffaele


 
BONACCI Antonino


 
BONACCI Antonio
(morto per malattia contratta al fronte)
 
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BONACCI Arcangelo



  
BONACCI Natale



  
BONACCI Tommaso



  
CERRA Antonio
(sulla lapide del Monumento compare il nome Fortunato)
  
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CERRA Domenico


  
CERRA Domenico
fu Domenico

  
CHIODO Rosalbino (morto per malattia contratta al fronte)
  
D’URSO Francesco


  
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DE FAZIO Gesualdo
di Giuseppe (morto per malattia contratta al fronte)
 
DE GRAZIA Angelo (morto per malattia contratta al fronte)
  
GIGLIOTTI Antonio
(morto per malattia contratta al fronte)
  
MARASCO Costantino


  
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MARASCO Felice



  
MARASCO Francesco (Sergente Maggiore)


  
MOLINARO Raffaele (sulla lapide risulta il nome di Luigi Carmelo)

  
MOLINARO Santo
di Francesco (morto per malattia contratta al fronte)
 

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NERO Giuseppe
 



NOTARIANNI Antonio (morto per malattia contratta al fronte)

  
PERRI Raffaele



  
PERRI Tommaso (esistono due omonimi: uno figlio di Carlo, l’altro di Natale)
  
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PORTAFOGLIO Carmine

  
PUGLIESE Vincenzo (Sergente Maggiore)
  
SANTANGELO Michele (disperso sul fronte)
  
SCALZO Antonio (Caporal Maggiore)
  
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SCALZO Felice
(disperso sul fronte)
  
SCALZO Michele

  
TALARICO Luigi

  
TOMAINO Camillo
(Sotto Tenente)
  
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TOMAINO Raffaele


VIGLIATORE Domenico (sulla lapide risulta come Migliaturo Domenico)
   

 

RIEPILOGO DEI CADUTI SENZA RITRATTO FOTOGRAFICO:

AIELLO Stefano di Michele
BONACCI Francesco
COSTANZO Gesualdo
COSTANZO Giuseppe
MARASCO Pietro Antonio
NERO Francescoantonio
PINGITORE Felice
PASCUZZO Felice
PERRI Domenico
PERRI Giuseppe
PERRI Tommaso di Carlo o di Natale (?)