Il solo mezzo di informazione per i nostri avi nei primi del 1900, era il “passaparola” fra vicini o il famoso “pettegolezzo” fra comari.
Ogni evento o fatto che capitava in Paese o nelle varie frazioni diventava motivo di “chiacchiere”, era una cosa naturale puntare l’occhio e spettegolare, non vi era altra “distrazione” quindi anche la più piccola cosa che si verificava nel corso della giornata lavorativa spesso si raccontava tra le “comari”.
Per dirla oggi con i versi di una famosa canzone del grande De Andrè “ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca”.
Dopo questa Breve premessa è mio desiderio “tramandare”, un evento raccontatomi da mia nonna Filomena Scalzo (a lofana) per lasciare vivo il suo ricordo. Come diceva infatti Cicerone “la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi”.
Nel 1947 a Cerrisi era accaduto un evento un po’ originale, una cosa oggi normalissima, ma allora….
 
Arrivava un Frate Francescano a concelebrare la Festività della Madonna.
Questo Frate, di nome GiovamBattista, venuto a Cerrisi nel corso delle funzioni religiose ebbe così modo di conoscere tutti i frequentatori della Chiesa per lo più donne, era un frate dell’ordine Di San Francesco D’Assisi, di ottima cultura e con una grande vena oratoria. Fu subito ben visto da tutte le devote e a qualcuna propose di diventare Terziarie di San Francesco D’Assisi.
L'avvenimento visto il quel particolare contesto storico e soprattutto culturale, destò subito molta curiosità e anche chiacchiericcio al punto che, autori anonimi, decisero di comporre una “strofetta”.
Questo accadde nel 1947, mia nonna, né venne a conoscenza più tardi, quando dopo il matrimonio si trasferì a Cerrisi divenendo anche lei devota di San Francesco D’Assisi. Ebbe così modo di conoscere e frequentare proprio quelle “paesane e parrocchiane” iscritte all’ordine delle terziarie dal frate Giovambattista menzionate nella “strofetta” e di venire a conoscenza di quanto avvenuto in precedenza, ironizzando lei stessa sull'accaduto.
Quell’evento venne da qualche compaesano così ricordato (le rime sono più comprensibili nella versione dialettale).
  
 
 
U 1947 nù Padre Santu vinne alli Cerrisi
de nume Giambattista se chiamava
e la miagliu giuventù a cumbertiu
Nu curdune alla cintura c’è ligau
Terziarie e San Franciscù le scriviu.
E terziarie d’aguannù
vannu alla jiasa e cantare nù sannù
vuannù cantare a canzoncina
Mariettella e Francischina.
pue rispunde Maratirese
cchu chilla vuce murmugnese
e l’atre cantanu all’usu anticu
pe n’crepare a donnu Ricu.
Stu Patre Santu, a quali studi jiu
sta sapienza chine cià d’unau
ringraziamu u Signure Dio
e a donnu Ricu chi ciù portau.
( autore anonimo) 
        
 
 
Non vi sono tracce scritte, è solo ricordo di quanto tramandatomi da mia nonna oralmente.
 
 
 
 
Traduzione:
Il 1947 un Padre Santo venne a Cerrisi
di nome Giovambattista si chiamava
e la migliore gioventù convertì.
Un cordone alla cintura gli legò
e terziarie di San Francesco (d’Assisi) le fece diventare.
Le terziarie di quest’anno
vanno alla Chiesa ma cantare non sanno.
Vogliono cantare la canzoncina
Marietta e Franceschina
poi risponde Mariateresa
con quella voce “sgradevole nasale”
le altre cantano all’uso antico,
per fare un dispetto a Don Enrico De Fazio (il Padre della Parrocchia) .
Questo Frate Santo quale studi fece,
quella sapienza chi gliela diede
Ringraziamo il Signore Dio
e a Don Enrico che lo portò.
 
 
 
 
 
Le donne citate nella strofetta, oggi non ci sono più, di qualcuna né conservo solo un vago ricordo, di fatto è che effettivamente il quel periodo alcune devote di San Francesco D’Assisi divennero terziarie e si occuparono per anni ad organizzare in quella frazione la processione del 4 Ottobre sia con il sacerdote Enrico De Fazio che con i successori.
 
 
Francesco Bonacci